Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <349>
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Libri e periodici
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in un panorama assai più mosso ed articolato, il cui obiettivo è la restaurazione dell'autorità, del maestro infallibile , come Missiroli aveva chiamato Pio X, contro gli avversari di sempre, il riformismo socialista e giolittiano, il parlamento, la cultura positivista, in primis­simo luogo.
E questa sembrerebbe proprio la morale da trarre da tutta l'imponente silloge, non isolare il modernismo ma neppure slargarlo arbitrariamente, vederlo come sintomo di tuia crisi infinitamente più vasta, non esagerare le rappresentatività culturali e la portata sociale dei singoli individui, saper discernere molto spesso la carnalità della politica là dove sembra trionfare lo Spirito della teologia, dividere sempre, insomma, secondo il vecchio insegnamento crociano, il poco e rispettabile grano dal moltissimo e non di rado assai spregevole loglio che l'accompagna: e soprattutto, s'intende, chiamarlo loglio, come merita, e non ripetere il consueto ritornello che c'est la laute au Vatìcan.
RAFFAELE COLAPIETRA
PAOLO POMBENI:, Introduzione alla storia dei partiti politici (La nuova scienza. Serie di storia); Bologna, Il Mulino, 1985, in 8, pp. 395. L. 30.000.
In questo suo libro, Paolo Pombeni affronta la storia dei partiti polìtici intesa come disciplina autonoma. Esiste, in effetti, l'esigenza di disporre di un manuale in grado di aiutare chi voglia comprendere il fenomeno dei partiti politici nell'età contemporanea introducendosi nello specifico della materia. Quella di Pombeni è un'operazione che suscita curiosità e dibattito, poiché non è infondato l'interrogativo preliminare se la storia dei partiti sia un ramo del sapere oppure una semplice branca della scienza storica. Pombeni non nega che i partiti in quanto tali costituiscano dei fenomeni, cioè delle entità concrete apparse in un determinato periodo storico. Nel caso in cui, però, si voglia comparare i diversi partiti ed affermare l'appartenenza delle loro vicende ad una medesima disciplina, diventa necessario far ricorso non solo alla descrizione storica. Entrano in gioco, infatti, anche una componente giuridico-politica ed una componente ideologica (il partito è una fonte di norme per i suoi consociati, cui detta prescrizioni di comportamento e giudizi ai quali uniformarsi). Per consentire un simile approccio alla materia, l'autore propone di utilizzare il concetto di ideallipo, che permetterebbe di individuare, nelle frammentarie vicende dell'Europa contemporanea, la modalità di prodursi e di articolarsi della sfera politica mediante la presenza di strutture organizzative che riuniscono i soggetti sociali trasformandosi in istituzioni, cioè in una produzione di norme e decisioni che sembrano fondarsi solo su se stesse (p. 15).
La prima parte del volume è dedicata all'analisi dei grandi concetti che regolano il sistema politico europeo (Stato di diritto, costituzione, libertà, ecc.), dei meccanismi che presiedono all'azione delle forze politiche (tipologie di organizzazione, problema della rap­presentanza, sistemi elettorali), ai percorsi con cui le scienze politiche hanno descritto l'evoluzione di tali meccanismi (dalle interpretazioni di Mosca, Pareto, Weber, Michels fino alla riilessione dei costituzionalisti tedeschi: Kelsen, Kocllreuter, Schmitt). La prospettiva eurocentrica è stata dettata dalla necessità di presentare un materiale disposto in limiti accettabili ed in livelli di approfondimento sufficientemente articolati. Pombeni esamina, quindi, il problema della nascita dei sistemi dei partiti nella concretezza di quattro casi: Inghilterra, Francia, Germania, Italia. L'arco cronologico preso in considerazione è quello compreso tra le rivoluzioni liberali del primo Ottocento ed il secondo dopoguerra.
Vogliamo qui soffermarci sul caso italiano , considerando l'interesse che la sintesi di Pombeni riveste per le tematiche studiate dalla nostra rivista. Pombeni parla, a proposito della formazione del sistema politico dell'Italia post-unitaria, di trionfo dell'ambiguità . Tale sistema, sostiene l'autore, si colloca all'interno di un contesto storico in cui predo­minano due grandi problemi: quello della creazione e della difesa di una nuova entità statale e quello della trasformazione economico-sociale di un paese complessivamente arre-