Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
<
1987
>
pagina
<
352
>
352
Libri e periodici
forse molto di più di quanto Burke si sia sentito lontano dalla sua rivoluzione j I/idea che fl bene generale della nazione non possa essere contaminato dall'egoismo delle fazioni, dalla indivisibilità della volontà nazionale è con l'orza affermata dall'esperienza polìtica dell'illuminismo francese, da Voltaire a Thomas, a Rousseau. Idem de Republica sentire era il fondamento posto dalla natura al corpo politico e non consentiva la distinzione dei partiti, ma, anzi, rifiutava implacabilmente les jactìons d'Angleterre ed il loro dispotismo rappresentativo .
Analizzare la distinzione di Burke tra faction e party e la sua rivendicazione della utilità di conneclions tra gli individui e tra gli individui nella società, ed il rifiuto dei partiti fatto proprio dagli uomini, dai principi, dalle costituzioni della Francia rivoluzionaria significa anche riflettere sul significato che questa antitesi ha avuto nella storia del liberalismo e della democrazia, ed ha ancora oggi, quando, ci ricorda Compagna, l'avversione ai partiti è più attuale e più sentita della necessità del pluralismo politico. Si vedano le pagine su Simone Weil, che nel 1951 richiama al bene comune ed alla volontà generale contro il meccanismo dei partiti, il formidabile meccanismo in virtù del quale in un'intera nazione, non vi è un solo spirito che presti tutta la sua attenzione allo sforzo di discernere nella vita pubblica il bene, la giustizia, la verità.
Condorcet nel suo progetto di costituzione del febbraio del 1793 aveva posto come bisogno primo per la Repubblica francese il non conoscere nessun partito. Ma non tutti possono idem sentire in tutto , come aveva semplicemente e ragionevolmente osservato Minghetti, il quale, come nota Compagna, aveva ben chiara la prospettiva storica della concezione liberale dei partiti.
LUCA DE CAPRARJIS
FRANCESCO FLORIS - SERGIO SERRA, Storia della nobiltà in Sardegna. Genealogia e araldica delle famiglie nobili sarde, con presentazione di Alberto Boscolo; Cagliari, Edizioni della Torre, 1987, in 8, pp. 386. L. 60.000.
Molti importanti lavori particolari sulla nobiltà sarda sono stati pubblicati negli anni '50 e '60 da Francesco Loddo Canepa. Contributi non meno importanti erano venuti in precedenza da altri autori, fra i quali ricordiamo specialmente Silvio Lippi, che compilò le voci relative alla Sardegna apparse nell'Enciclopedia storico-nobiliare dello Spreti. In anni più recenti si sono interessati all'argomento Alberto Boscolo e la sua scuola.
Mancava tuttavia, come lo stesso Boscolo ricorda, una storia organica e per quanto possibile completa della nobiltà sarda. Basandosi sulla preesistente letteratura e sulle personali ricerche svolte in diversi archivi italiani e stranieri, e soprattutto nell'Archivio della Corona d'Aragona di Barcellona, Francesco Floris e Sergio Serra hanno ora colmato questa lacuna, dandoci un'opera che se costituisce un indispensabile strumento di lavoro per i cultori di studi sardi potrà essere ietta con profitto dagli studiosi in generale ed anche dai non specialisti, grazie all'impegno profuso dagli autori nello spiegare tutto ciò che poteva creare qualche difficoltà al lettore, a cominciare dal significato dei termini del linguaggio araldico.
L'opera, divisa in diverse parti, comprende una storia della nobiltà sarda, esposta da Francesco Floris in cinque capitoli ricchi di note e di riferimenti bibliografici. Lo stesso Floris illustra a parte le fonti documentali. Dell'araldica si interessa invece Sergio Serra, che ha anche reperito le numerose ed interessanti illustrazioni, in gran parte inedite, riprodotte in bianco e nero ed a colori dal Gal lizzi di Sassari, che nello stampare l'opera è rimasto fedele alla tradizione di una delle più antiche e prestigiose tipografie sarde.
Con speciale interesse si legge il nobiliario, e cioè l'elenco delle oltre ottocento famiglie nobili sarde o sardizzate, in parte estinte, compilato dai due autori. Per ciascuna famiglia Serra e Floris danno essenziali notizie sul capostipite e sugli esponenti più illustri, sulle armi, gli stemmi, i fregi e l'iconografia. Non meno utile infine l'elenco in ordine cronologico delle concessioni e riconoscimenti di nobiltà, cavalierato ereditario e generosità,