Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
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1987
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pagina
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355
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Libri e periodici 355
mento sociale ed urbano alla realtà livornese avrebbe contribuito un più agile inserimento nel mercato nazionale, attraverso il collegamento della città portuale con la linea ferroviaria Pisa-Roma e soprattutto attraverso un lento movimento verso l'industrializzazione che, a più riprese, porta allo stabilirsi a Livorno di alcune attività produttive integrate nell'economia italiana (p. 180).
L'industria cantieristica, guidata dai fratelli Orlando, negli anni '80, si avvantaggerà delle commesse pubbliche, uel quadro del riordinamento della Marina mercantile e militare. Altre attività, metallurgiche, vetrarie, ceramiche, si instaurano in questi anni nei sobborghi, dando lavoro a 2.400 addetti. La città toscana riflette la tendenza manifestata a livello nazionale, con un ruolo trainante affidato alla cantieristica e alla metallurgia , come si assiste, dopo la crisi dei primi anni '90, al rifinanziamento di queste attività da parte delle nuove banche miste. L'unità portò anche alla centralizzazione di alcuni servizi essenziali alla vita cittadina, quali i mercati generali, i macelli e, per primi, gli istituti scolastici, accomodati agli inizi in edifici già appartenuti ad ordini ecclesiastici. Coi primi anni del '900 si sarebbero attuati sempre più intensi programmi di edilizia popolare, anche con il contributo della locale Cassa di Risparmio. Si impongono nuovi assi direzionali di sviluppo, l'urbanizzazione di zone esterne e problemi di risanamento del vecchio centro mediceo: viene distrutta la parte più antica dei quartiere di Venezia nuova. Livorno come luogo di villeggiatura della nobiltà e borghesia fiorentina ha ceduto ormai alla nuova realtà industriale. Della ville des bains restano solo i grandi, isolati alberghi, le ville del viale che porta all'Ardenza, il pallore della luce meridiana della rotonda di Palmieri di Giovanni Fattori.
ROMANO PAOLO COPPINI
RENÉ BOUDARD, La Nation Corse et sa tutte pour la Libertà, entre 1744 et 1769 d'après la Correspondance des Agents Srangais à Gènes et en Corse avec la Cour de Versailles; Marseilles, Editions Jeanne Laffìtte, 1979, in 8, pp. 282. S.p.
Già all'inizio di questo secolo l'abate Letteron aveva esaminato e pubblicato le lettere scritte dagli inviati di Francia a Genova, constatando come esse fornissero alla storia della lotta dei Corsi contro Genova delle informazioni suscettibili de faire passer sous les yeux des lecteurs, presque jour pour jour, les embarras de toute nature auxquels la République doit faire face (p. 7); il suo lavoro, limitato agli anni 1730-1742, non comprendeva però le lettere dei consoli e dei vice-consoli francesi a Genova ed in Corsica.
Con il presente studio, a distanza di quasi ottanta anni, René Boudard, già autore di un lavoro di più ampio respiro sui rapporti tra la Francia e la Serenissima Repubblica di Genova nella seconda metà del XVIII secolo, 1) sopperisce finalmente a questa lacuna. Cronologicamente il suo libro, che raccoglie la corrispondenza tanto degli inviati, quanto quella ben più interessante dei consoli, prende infatti le mosse dal punto in cui si arresta l'indagine dell'abate Letteron, giungendo sino al 1769, cioè a dire all'indomani del passaggio di mano dell'isola da Genova alla Francia. Si tratta di un venticinquennio decisivo per la Corsica, sicuramente il periodo in cui la rivolta degli isolani raggiunge la sua fase più acuta; esso, poi, va inserito in un quadro europeo non meno tormentato, caratterizzato da due vasti conflitti d'interesse: la Guerra di Successione austriaca (1740-1748) e la Guerra dei Sette anni (1756-1763).
L'opera tende a mettere in risalto soprattutto l'efficienza della piccola diplomazia al tempo della Francia prerivoluzionaria; mentre l'inviato svolgeva opera di rappresentanza e di negoziazione negli affari più importanti, occupandosi anche dello scambio di note tra il suo governo e quello genovese, il console aveva un compito completamente diverso: egli doveva proteggere e consigliare i suoi connazionali ohe vivevano ed operavano nei territori
0 RENÉ BOUDARD, Gènes et la France dans la deuxième moìtié du XVIII siede (1748-1797), Parìs-Le Haye, Mouton Co., 1962.