Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
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1987
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pagina
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359
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Libri e periodici
Troppe cose ci sono state in mezzo, e queste cose, a cominciare dall'Ottantanovc e dal Quarantotto, che pur aveva conosciuto di riflesso o direttamente, non sembra che siano troppo presentì, nelle loro virtualità sconfinate, al critico-utopistico Passerini.
RAFFAELE COLAPIETRA
Storia della cultura veneta, 6. Dall'età napoleonica alla prima guerra mondiale, a cura di GIROLAMO ARNALDI e MANLIO PASTORE STOCCHI; Vicenza, Neri Pozza ed., 1986, in 8, pp. xxm-828 ili. L. 60.000.
Con questa sesta ed ultima parte è giunta a compimento in breve giro di anni la Storia della cultura veneta ideata nel 1976 da Gianfranco Folena con ampiezza d'orizzonti ed un buon numero di valenti collaboratori. Complessivamente i volumi sono dieci, poiché dopo i primi due, dedicati rispettivamente alle origini e al Trecento, ben tre riguardano il '400 e il '500, due il '600 e due il '700, ed ora questo ultimo ci porta dall'età napoleonica al 1918. Con legittima soddisfazione i direttori dell'opera, giustamente patrocinata dall'Istituto federale delle Casse di risparmio delle Venezie, guardano al lavoro ora terminato che si impone come un punto fermo delle attuali conoscenze e valutazioni dei più diversi aspetti e dello sviluppo temporale della cultura veneta.
Peraltro, è bene dirlo subito, in opere consimili dovute alla collaborazione di molti studiosi di diversa formazione e provenienza, è inevitabile una certa frammentazione dell'unità, qualche sovrapposizione di indagini, anche qualche contraddizione negli esiti e qualche lacuna. La più vistosa di queste, ma voluta e dichiarata dai curatori, concerne le arti visuali (escluse dalla trattazione, ma valorizzate nel panorama per immagini). Altre se ne lamentano, meno gravi eppure non lievi, per argomenti quali il rinnovamento civile promosso nel periodo napoleonico, l'emigrazione politica risorgimentale, la cultura del clero, il giornalismo moderato e democratico (basti ricordare che mai è fatto cenno del Talamini e del suo Gazzettino), il dibattito sull'intervento nella guerra mondiale. Trovano invece ampia, (manco sproporzionata trattazione, altri temi che spesso esorbitano dalla scena veneta, cosicché questa Storia nei ventotto capitoli mantiene di più e di meno di quanto promette nell'assunto, e proprio per questo riesce di gradevole ed interessante lettura, riservando al lettore più di una lieta sorpresa.
Introduce al primo '800 un succinto articolo di G. Scarabello, attento soprattutto alla reazione di Venezia all'occupazione e al regime francese, mentre più ampio spazio è riservato alle tre figure che campeggiano nella prima metà del secolo: Foscolo, Tommaseo e Manin. M. Pastore Stocchi scrive un bel saggio sugli anni veneziani del Foscolo, nato in Grecia, educato fra Dalmati: qui il suo ingegno fu illuminato dalla poesia e infiammato dalla passione politica, ed il suo destino di poeta moderno e di patriota democratico ne fu segnato. Il bilancio di ciò che il fiero dalmata Tommaseo ebbe dal Veneto (fra Padova. Treviso e Venezia) e ciò che generosamente diede, è tracciato chiaramente da G. Bezzola. Del Manin autore ed editore civile scrive con importante documentazione inedita A. Caracciolo Ari co, come del Manin politico e dittatore scrive più oltre G. L. Fontana.
Altri saggi spiccano per l'impostazione originale e la documentazione di prima mano: quello della Salmini sull'istruzione pubblica, quello della citata Caracciolo su censura ed editoria, quello del Mutterle sulla narrativa e la poesia nell'età romantica, i due del Pullini sul Fogazzaro e sul teatro veneto dopo Goldoni. Sono pure esemplari i saggi del Treves sulla critica letteraria, dello Zadro sulla cultura filosofica, della Soppelsa sugli sviluppi della scienza e la storia della scienza, dello Zucconi su acque e strade ferrate all'indomani dell'Annessione. Lo sguardo di questi si estende con affettuosa attenzione all'entroterra veneto, che -diminuendo il prestigio e il pesj dell'antica Dominante acquista sviluppo e mostra vivacità di espressioni.
Saggi minori riguardano altri aspetti della cultura veneta. Sono redatti con scrupolo e buona informazione, riprendendo da nuovi angoli visuali studi- precedenti e portando
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