Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <360>
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Libri e periodici
contributo di notizie Inedite o poco note. Così il Baldassarrì tratta dei preromantici, il Romagnoli di Ippolito Nievo, la Bellina e il Brizzi del melodramma, il BenzonJ della storiografìa, la Bernardinis dei problemi educativi, il Calimani degli Ebrei a Venezia* Per dovere di completezza citiamo gli articoli della Auzzas sui memorialisti veneti dell'800 (l'autrice ne ricorda alcuni, ma dì tanti altri non fa cenno, come del Seismit Doda, del Brusoni, del Fontebasso e dello Zolli), di U. Bernardi sulle tradizioni popolari, di M. Cortelazzo sui dialetti e la dialettologia (in cui è molta attenzione al veneto parlato in America e nessuna per la parlata veneto-giuliana e veneto-dalmata), del Bernabei sulla critica d'arte, di A. Arslan sulla pubblicistica cattolica, di don Reato sul movimento operaio e la sua pubblicistica, di G. Cisotto sul movimento socialista, di G. Romanelli sul mito di Venezia e di L. Ceva sulla letturatura della guerra mondiale (dove almeno un accenno andava riservato a Giuseppe De Mori vicentino, e alle sue note dal fronte, ed un altro a Guido Negri, il capitano santo di Este).
Naturalmente riesce facile trovare qualche neo in un'opera di tanta mole, nata con la grande ambizione di definire l' identità veneta attraverso la cultura del secolo scorso, ricco di avvenimenti e di figure e scandito dalla dominazione francese, da tre distinti periodi austriaci interrotti dall'epopea del 184849, dall'annessione all'Italia unita, ed infine concluso dalla dura prova del primo conflitto mondiale. Proprio l'inquadramento della storia culturale nella storia civile e politica è rimasto fragile, poco approfondito, e dobbiamo rammaricarci dell'esiguo rilievo dato ad alcuni temi, come l'editoria e la comunità ebraica dì Padova, o del fatto che non si sia trovato il modo di ricordare la figura di Carlo Tivaroni, avvocato e uomo politico a Padova, primo storico del Risorgimento italiano. Eppure il nostro giudizio, dopo tutte queste riserve, rimane infine ampiamente positivo ed il cospicuo sforzo dei curatori e dei collaboratori della Storia della cultura veneta va apprezzato come merita e verrà meglio apprezzato nel tempo per aver fornito questo ricco, agevole e fondamentale strumento di consultazione e di studio, ben curato ed elegante nella veste fornitagli da un editore colto e appassionato come Neri Pozza.
SERGIO CELLA
BRUNO BERTOLI, Chiesa Società Stato nel Veneto della Restaurazione; Vicenza Istituto per le ricerche di storia sociale e di storia religiosa, 1985, in 8, pp. 292. L. 25.000.
È questo l'ottavo volume della serie Fonti e Studi di storia veneta , edita dal-PJstituto per le ricerche di storia sociale e religiosa di Vicenza. Esso è costituito dalla riunione di saggi già pubblicati; alcuni rifusi e rielaborati, altri no. Il primo capitolo (77 Patriarcato di Venezia tra regime napoleonico e restaurazione asburgica) riproduce, solo con qualche leggero ritocco, le pagine pubblicate con altro titolo nel 1971 ne La visita pastorale di Giovanni Ladislao Pyrker nella diocesi di Venezia (1821). Il terzo, il quarto e il quinto capitolo presentano, con lievi modifiche, saggi precedenti, apparsi con tìtoli leggermenti diversi nel 1976, '77 e '78. Il secondo è invece il risultato di una rielaborazione, condotta in profondità, di due saggi precedenti, usciti rispettivamente nell"80 e nell"83. Tutto ciò viene chiarito dallo stesso Bertoli nell'Avvertenza. Pertanto il volume si presenta non come il prodotto di una completa revisione di precedenti ricerche e studi dell'autore, bensì come una silloge di articoli ristampati, nella maggioranza, senza variazione alcuna dì qualche conto. Il risultato è che al libro fa difetto l'unità, cosa che si verifica spesso, quando si raccolgono in volume studi già pubblicati, '
Personalmente sono contrario a questo tipo di operazione; o per lo meno penso che in questi casi si dovrebbe dare al volume un titolo generico, come, ad esempio, Studi e ricerche su... Infatti un libro che avesse voluto affrontare il complesso intreccio esistente nella società veneta della Restaurazione fra l'azione della Chiesa e quella dello Stato nel campo della pubblica moralità, dell'assistenza, della Vita delle comunità religiose, degli istituti di istruzione e cosi via, avrebbe dovuto uscire da una profonda rielaborazione e da