Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
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1987
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Libri e periodici
d'indagine, effettuata, essenzialmente, sui fondi archivistici dell'Archivio di Stato di Torino, sostenuta da varie Tonti bibliografiche e, soprattutto, dall'opera del Manno.
11 primo nome di questo secondo volume, che apre la lista dei piemontesi compromessi è quello di Antonino Faà di Bruno, vescovo di Asti, l'ultimo è quello del caporale della brigata Monferrato, Luigi Zutti. 11 Parlato ed il Marsengo ci forniscono notizie circa il luogo, la data di nascita, la professione dei protagonisti e il modo della loro partecipazione ai moti del 1821. le misure repressive adottate dalle autorità, gli eventi successivi a tale periodo. I curatori, per quanto riguarda i militari, riportano anche i ruoli matricolari dei suddetti per il periodo precedente gli avvenimenti in esame.
Le pagine del Dizionario richiamano alla nostra attenzione nomi di personaggi sconosciuti o assai noti, che poi troveremo nel corso delle lotte risorgimentali e nelle battaglie in difesa dell'indipendenza anche di altri popoli, coerentemente con l'idea romantica della libertà che va difesa ovunque sia minacciata, ideale efficacemente sintetizzato nel celebre motto: Per la vostra libertà e la nostra della Legione polacca di Mickiewicz. Cito fra gli altri: Ettore Perrone di San Martino, futuro ministro degli Esteri nel Gabinetto Alfieri, Giacinto Provana di Collegno, ministro della Guerra con Casati e, più tardi, sotto Vittorio Emanuele 11, ministro plenipotenziario a Parigi, il giovane Giuseppe Mazzini, allora studente di filosofia all'Università di Genova.
Il volume è corredato da un'interessante appendice contenente, tra l'altro, i nominativi dei componenti le tre corti giudicanti, istituite all'indomani della repressione del moto insurrezionale: la Regia Delegazione del 26 aprile 1821 con il compito di giudicare i reati più gravi compiuti sia dai militari sia dai civili, la Commissione Militare con l'incarico di esaminare il comportamento dei militari, coinvolti negli avvenimenti rivoluzionari, per reati meno gravi per i quali non era previsto il deferimento alla Regia Delegazione ed, infine, la Commissione Superiore di Scrutinio, quale corte di ultimo grado, per le sentenze emesse dalle varie Commissioni divisionali di Scrutinio, nei confronti degli impiegati statali compromessi con i falliti moti. Fra i nominativi dei membri degli organi giudicanti, notiamo le figure del conte Francesco di Varax, presidente della Regia Delegazione, che, all'epoca dell'occupazione francese, aveva seguito il sovrano in Sardegna e di Carlo Giuseppe Cerniti di Castiglione Falletto, presidente della Commissione Superiore di Scrutinio, già membro del governo provvisorio piemontese istituito dal generale Suvarov, durante la breve occupazione austro-russa degli Stati Sardi, fautore, poi, sotto Vittorio Emanuele I, del ritorno della monarchia subalpina agli antichi ordinamenti settecenteschi. Per brevità, cito, dei vari componenti le varie corti, solo due figure particolarmente note per la loro fedeltà a Casa Savoia, per il loro passato antirivoluzionario, antinapoleonico e reazionario. Tuttavia, per inciso, ricordo che Rosario Romeo sostiene che le corti giudicanti operarono in modo arbitrario e nel più completo spregio del diritto. TI notaio Giuseppe Ludovico Feraud, segretario comunale di Toretta Revest e di Gi lieta, viene destituito dal suo incarico, reo soltanto di aver trasmesso ai sindaci dei due centri, nella sua qualità di funzionario comunale, la delibera di costituzione della Guardia Nazionale, il carabiniere Vincenzo La Planche viene colpito da provvedimento disciplinare solo per aver preso parte agli avvenimenti rivoluzionari, nonostante la Corte ignorasse di quali crimini fosse colpevole il militare.
La reazione raggiunge anche il ceto intellettuale: le sentenze colpiscono con particolare rigore, per la preoccupazione di Carlo Felice che la carta e la penna siano al servizio della rivoluzione, personaggi illustri come Perpetuo Novelli, Giuseppe Stara, Vincenzo Sacchetti e studenti universitari rei, semplicemente, di simpatizzare per la causa liberale: Francesco Fabre, studente in Giurisprudenza, viene espulso dall'università di Genova perché, pur non partecipando direttamente ai moti, simpatizza, come sì legge nella sentenza, per le idee liberali e mostra scarsa partecipazione alle pratiche religiosel
Bisogna dare atto al Marsengo, al Parlato ed al Comitato di Torino di aver fornito, con la pubblicazione del secondo volume del Dizionario, un importante contributo allo studio degli avvenimenti piemontesi del 1821, perché si tratta di un lavoro destinato a fornire nuovi elementi agli studiosi, che possono usufruire così di nuovi e validi strumenti di ricerca.
ALESSANDRO MANCINI-BARBIERI