Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
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1987
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pagina
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363
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Libri e periodici
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// Fondo Guicciardini nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze, Catalogo, a cura di LIA INVERNIZZI. Introduzione di Giorgio Spini. Voi. I. Sec. XIX, tomo primo A-F; Firenze. La Nuova Italia, 1984, in 4, pp. xv-278. L. 36.000.
Come si capisce dal titolo, si tratta del primo volume, a cui seguiranno altri due, della collezione donata dal conte Piero Guicciardini nel 1887 al comune di Firenze e depositata alla Biblioteca nazionale centrale della città. È il caso di avvertire immediatamente che nel volume è catalogato con criteri scientifici tutto il materiale ottocentesco della collezione, peraltro poco noto e inesplorato a differenza della parte per cui va famosa la raccolta Guicciardini, relativa ad edizioni cinquecentesche di opere sulla Riforma italiana. La maggior parte di questa collezione è costituita invece da opuscoli, libri, un cumulo imponente di pia carta stampata , come si esprime Giorgio Spini nella sua breve e succosa introduzionei tuttavia e non è solo una curiosità, ma può costituire la base di studi di storia del costume, del linguaggio, delle comunicazioni vi si possono trovare addirittura una serie di quegli opuscoletti che narravano truci delitti e casi sensazionali venduti nelle fiere della Toscana nel secolo scorso.
Le ragioni della raccolta ed i diversi interessi si possono comprendere meglio attraverso qualche cenno alla biografia dell'inquieto e per certi versi originale conte, fornito puntualmente e con gusto dall'introduttore. Piero Guicciardini apparteneva alla stessa generazione dei Ricasoli e dei Ridolfì ed alla cerchia liberale che si riconosceva negli interessi del circolo che faceva capo all'oriundo ginevrino G. P. Vieusseux, Di questo gruppo il conte Piero condivise la passione pedagogica e la convinzione che un profondo rinnovamento morale e religioso fosse necessario per il Risorgimento dell'Italia (p. VII), ma più che altro fu attento a quanto veniva da Ginevra in campo religioso. Tra i fautori di un'interpretazione razionalistica del cristianesimo ed i fautori del Risveglio, o evangelici, la cui pietà ben si accordava al nuovo clima romantico, Guicciardini scelse questi ultimi.
Molti toscani, come Larabruschini o Ricasoli, non furono estranei alle tematiche di Alexandre Vinet, soprattutto per quanto concerneva la separazione fra Stato e Chiesa. La loro simpatia per queste teorie ed autori non mise in discussione tuttavia la loro fede cattolica. Il conte Guicciardini invece, nel 1836, si convertì alla fede evangelica e finì per abbracciare il radicalismo dei Fratelli di Plymouth. Questi itinerari religiosi spiegano anche ì diversi interessi della sua raccolta. Sfogò la sua passione di collezionista nato raccogliendo pubblicazioni di evangelici ginevrini, dei Fratelli di Plymouth, nonché del loro antagonista Nelson Darby. Anche in Toscana si assistè ad una certa presa del movimento evangelico che, dopo il 1848, incorse nel sospetto e nella reazione governativa. Lo stesso conte Guicciardini fu costretto a prendere la via dell'esilio in Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Savoia. Il movimento evangelico continuò comunque a diffondersi in Toscana, anche se non prevalentemente nella direzione seguita dal conte.
La traccia di Piero Guicciardini resta nella folta raccolta di periodici evangelici pubblicati durante il Risorgimento, da l'Eco di Savonarola, ai libri prodotti dalla Claudiana, nonché in quelli, tantissimi, raccolti durante il suo esilio, tanto che non è possibile trovare Una collezione come questa neppure in Inghilterra. Questa biblioteca riflette inoltre l'interesse per i problemi educativi, tipico dell'ambiente di Vieusseux. G. Spini sottolinea il rapporto fra risveglio evangelico e rivoluzione industriale. Solo le macchine a vapore potevano consentire una produzione così imponente a costi infimi, cioè adatta a una diffusione di massa: e inversamente, solo la rivoluzione industriale poteva creare concentrazioni popolari tali da offrire una massa di consumatori a certa minima letteratura. Sotto un certo profilo, questo catalogo può avere interesse persino per lo studioso di storia economica... (p. x). Ma a questo proposito è forse opportuno ricordare che la sensibilità del conte Guicciardini ai problemi dell 'industria I izzazione lo portò ad impegnarsi in diverse Imprese con un orientamento moderno e spregiudicato, pari a quello di suo cognato Cosimo Ridolfì.
ROMANO PAOLO COPPINI