Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
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1987
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pagina
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365
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Libri e periodici 365
biellese in un maggior senso di responsabilità dello schieramento di oppostetene nel sedicennio 1860-76 e nella cognizione contemporanea della crescente frattura tra la Destra e il paese legale. Sella pensava sempre più seriamente alla creazione di due partiti costitu ztonali, con i quali potesse nascere un perfetto sistema stile inglese senza trasformismi e deteriori e occasionali alleanze, trasformismi realizzati, al tramonto dell'esperienza politica di Sella, con il connubio tra Depretis e Minghetti.
A Fulvio Conti è spettato il compito, non facile ma felicemente assolto, di cogliere gli sforzi di Sella per una nuova Destra da aggiornare dopo il traumatico crollo del 1876. E l'aggiornamento, grazie all'intesa Sella-Minghetti, è tentato, impostando un programma di opposizione costruttiva e temperata. L'esperimento, però, dell'Associazione costituzionale ha nelle elezioni del 1876 un esito deludente, tale da costringere Sella a proporre il suo coerente abbandono della guida del partito. L'atto è praticamente compiuto nel maggio 1877, e da allora Sella torna sull'idea di uno schieramento intermedio, creato con accordi parlamentari tra uomini onesti, dotati di spiccato senso dello Stato. Fallito l'obiettivo e tramontata anche una ulteriore momentanea leadership della Destra, Sella passa la mano definitivamente nel marzo 1880 a Minghetti, sostenitore di una linea trasformista, ancorata, però, a nobili presupposti.
Balzani esamina il ruolo avuto da Sella nella crisi di governo dell'aprile-maggio 1881. Essa si sviluppa in un clima convulso, nel quale il biellese insiste sulla necessità di agire secondo una corretta logica parlamentare e gli altri, Cairoli, Zanardelli, Crispi, Nicotera, Depretis, al contrario, si muovono secondo schemi personalistici. Sella, ad avviso del relatore, aveva scorto la possibilità di creare un terzo partito ma mancava del coraggio indispensabile per rompere con il gravoso ed impegnativo passato.
Alessandro Galante Garrone ed Emilia Morelli analizzano i contenuti dei 2 volumi dell 'Epistolario (1842-1865 e 1866-1869), lodando da un canto l'importanza storiografica in mancanza di una esauriente biografia , e dall'altro la capillarità e la serietà filologica del lavoro di Guido e Marisa Quazza.
Carlo Lacaita delinea le riflessioni e gli interventi di Sella sull'ordinamento degli studi e del sistema scolastico. Le riflessioni e gli interventi ebbero, né poteva essere diversamente, una impronta netta, quella della ricerca della più incisiva qualificazione nel campo tecnico e dello sviluppo economico.
Germain Rigault de la Longrais ripercorre i tratti maggiori della complessa e singolare personalità di Sella nell'ambito scientifico mentre Gian Giacomo Fissore si trattiene sui meriti acquisiti da Sella nella pubblicazione del Codex Astensis , un manoscritto miniato della seconda metà del XIV secolo.
Sella di fronte all'idea e al mito di Roma si pone con esatta nozione del tempo, dei luoghi e dei bisogni. Sa per usare una calzante affermazione della Bartoccini evitare i salotti e usare le istituzioni in una prospettiva piena del ruolo della capitale, in una cognizione precisa del dovere dell'Italia per la terza Roma , per quella Roma che altri (Luigi Luzzatti) avrebbe imparato ad amare proprio da lui.
Alfredo Capone ricostruisce il rapporto tra Sella e l'opposizione meridionale, non senza avere individuato le linee della politica di Sella rispetto al Sud. 11 relatore giudica la via scelta dell 'in tegrazione nella compagine unitaria come area di sviluppo stabilmente dipendente rispetto al "centro" dell'Italia nord-occidentale, moderna, realistica e coerente. Interessanti e attente risultano le pagine dedicate alla vicenda del difficile, tormentato, ardito rapporto Sella-Nicotera, miseramente naufragato.
Bulferetti si cura di accostare il mondo e gli interessi minerari di Sella con quelli di Cattaneo, comprovandone la vicinanza geografica ed anche intellettuale. La discussione del disegno di legge per la costruzione del monumento a Sella in Roma fu lo mostra in un altro dei contributi con indubbia efficacia Aldo G. Ricci occasione per scontri e manovre politiche di rilievo. La Pentarchia mostrava nel dissidio Crispi-Baccarini le proprie divisioni, la Destra si alleava attraverso Spaventa con lo stesso Crispi mentre il governo intendeva adottare la scelta più indolore. Anche i lavori della commissione, incaricata dei varo e della esecuzione del progetto, si svolsero tra Indugi e incertezze e soltanto nel 1893 fu possibile inaugurare il monumento. Era un'ulteriore prova, un'ulteriore dimostrazione