Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <369>
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Libri e periodici
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e di angoli oscuri: il periodo dall'Unità alla caduta della Destra, veduto logicamente ma non esclusivamente nel quadro regionale.
La relazione base {Italia e Mezzogiorno nell'età della Destra) è stata svolta da Alfonso Scirocco, conoscitore tra i più minuziosi della materia, del quale piace cogliere due constatazioni, che fanno giustizia di annosi luoghi comuni. Per Scirocco l'accentramento, stabilito con i decreti dell'ottobre 1861, rispondeva alle esigenze del paese; per questo i progetti di modifica presentati in Parlamento dagli oppositori si arenarono in massima parte in commissione e giunsero, con esito infelice, molto raramente in aula. 1 diversi Stati preunitari, poi, avevano nelle amministrazioni solide radici napoleoniche e, quindi, la norma­tiva piemontese non era estranea né suonava straordinaria alle diverse classi dirigenti. Inoltre lo studioso napoletano o meglio meridionale, forte di un patrimonio di studi non isolati né circoscritti, può sostenere e può ricordare che le province meridionali non furono "volutamente" trascurate, né le industrie furono "deliberatamente" danneggiate.
Concludendo, Scirocco prospetta alcune ipotesi di ricerca, culminanti nell'affermazione da sottoscrivere in toto, secondo cui senza un'indagine attenta delle realtà locali e della loro trasformazione nel passaggio dai Borboni ai Savoia non è possibile dare un'esatta dimensione di quanto giovò e quanto nocque al Mezzogiorno il compimento del sogno dell'Unità nazionale . In altri termini, in altre parole, siamo ancora lontani da bilanci definitivi, seri.
L'attenzione con cui Pedio esamina la vita politica in Terra di Bari non è esagerata o immotivata. Al di là delle grandi giustificazioni ideali, al di là delle analisi ideologiche nulla rende la storia dall'interno meglio della ricerca della politica negli uomini e negli ambienti. L'impegno del parlamentare eletto nel collegio, a contatto con le popolazioni sia in senso positivo sia negativo, è specchio e prova della sensibilità sociale corrente.
Rita Caforio, nella sua comunicazione sulla stampa nel quadriennio 1870-1874, mette in mostra la vivacità del dibattito negli ultimi anni della Destra. Maria Ottolino rileva l'innegàbile sviluppo compiuto nel periodo, grazie a tre fattori: la politica liberistica adottata sin dal 1861, la rivoluzione nei trasporti, la capacità operativa e imprendi­toriale della popolazione pugliese, da molti osservatori considerata la più attiva del Mezzogiorno. Meno ottimistico è il saggio di Vitangelo Petruzzella {Problemi dell'indu­strializzazione in Terra di Bari nel primo quindicennio postunitario)'. ma, d'altra parte, non era possibile né era realistico attendere miracoli in una situazione tanto appesantita dai ritardi. Eppure nonostante l'handicap, si registrò una evoluzione, lenta e graduale, ma innegabile e consistente.
Italo Garzia, Brunella Di Masi, Savino Gambatesa e Susanna Pastoro {L'episcopato di Terra di Bari tra intransigentismo politico e impegno pastorale, La Diocesi di Bari ed i rapporti con le autorità civili nel periodo post-unitario, Il processo Frascolla nel contesto dei rapporti post-unitari tra Stato e Chiesa e 1 rapporti tra autorità civili e autorità religiose tra il 1861 e il 1875) affrontano temi strettamente collegati riconducibili ad un comune denominatore, ricco di implicazioni e indispensabile, a nostro avviso, tanto quanto quello riguardante i deputati, per la conoscenza diretta e completa delle diverse realtà locali. Dopo la lettura dei quattro contributi non appare certamente superata l'opinione di Monticene, per il quale l'innegabile avversione verso il governo italiano e il consistente sentimento filoborbonico andavano considerati con una certa prudenza *) e senza dimen­ticare l'ancora vivissima equazione temporale-spirituale.
Ugualmente degna di attenzione e di lode è la ricerca compiuta da Grazia Tato, Carla Traisci e Beatrice Viganotti sulle fonti archivistiche per la storia dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Soltanto la condizione di assoluto disordine in cui versano le docu­mentazioni diocesane e più ancora parrocchiali può scoraggiare ed ha sinora impedito indagini come questa pugliese, attraverso le quali può essere rivisitato con compiutezza
i) A. MONTICONE, / vescovi meridionali: 1861-1878, in AA.VV., Chiesa e religiosità in Italia dopo l'Unità (1861-1878). Atti del quarto Convegno di Storia della Chiesa (La Men-dola, 31 agosto-5 settembre 1971), Relazioni, l, Milano, 1973, p. 87.