Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <371>
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Libri e periodici
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l'esperienza organizzativa della boje , a creare l'effettivo punto di partenza e lo sviluppo di un movimento cooperativo che stentava a decollare e che sotto la spinta di uomini come Ferri, Fiaccadori, Romei e Sartori fiorì in una miriade di iniziative e esperienze (le cantiche sociali, le affittanze e mezzadrie collettive, le cooperative di consumo) lungo tutta l'età giolittiana e durante gli anni della guerra. Salvadori ne esamina esperienza per esperienza, individua località e momenti che ripercorrono tutta una tradizione e un'epoca di una specifica realtà provinciale racchiusa a un tempo tra le memorie storiche, economiche e politiche del Veneto, dell'Emilia e della Lombardia. E anche quando si trattò di fallimenti, di tentativi falciati da forze più forti, sottolinea l'autore, non venne mai meno l'impegno, la volontà di ricominciare e soprattutto ogni momento offri un eccezionale patrimonio di esperienze .
Ancora più originale in rapporto a quanto finora prodotto dalla storiografia è la seconda parte del volume, in cui Luigi Cavazzoll documenta minuziosamente l'assalto dello squadrismo fascista contro l'immagine di una cooperazione quale espressione di autonoma volontà partecipativa, la conquista e l'inquadramento fascista della cooperazione fino a farne uno strumento di organizzazione delle masse e mezzo per catturare il consenso.
Nel mantovano, come sottolinea l'autore, fu soprattutto nel settore della cooperazione agricola che il fascismo attuò le sue realizzazioni pratiche e operò in maniera originale, in primo luogo attraverso le compartecipazioni collettive, promosse dal regime negli anni trenta, per raggiungere l'obiettivo della sbracciantizzazione . Lo snaturamento della coopcrazione operato a proprio tornaconto dal regime fece sì conclude il Cavazzoli -che il movimento cooperativo che si affaccia al secondo dopoguerra non è più un sistema integrato con un proprio progetto di società alternativa rispetto a quella sui cui si trova a dover necessariamente operare, bensì uno strumento dei fascismo .
Pur concordando con il giudizio dell'autore circa l'esito dell'intervento del fascismo sul movimento cooperativo, ci pare opportuno sottolineare che comunque era rimasta intatta, in gran parte degli operatori e dei protagonisti minori, la memoria del passato e che il filo della tradizione non fu completamente spezzato e si ripropose come solidarietà tra i più deboli nella volontà di reagire compatti alle violenze e di ricominciare ad essere protagonisti del processo di ricostruzione del paese.
FIORENZA TAROZZI
La stampa democratica e repubblicana nelle Marche (1867-1925), a cura di GIANCARLO CASTAGNARI, presentazione di Raffaele Molinelli (Studi e ricerche, 2); Ancona, Istituto per la storia del movimento democratico e repubblicano nelle Marche, 1986, in 8", pp. 199. S.p.
Si tratta di un catalogo ragionato con ampi riferimenti tipografici e bibliografici, curato da studiosi e docenti universitari, attenti ed informati quali Giorgio Becilli, Bruno Ficcadenti, Donatella Fioretti, Nora Lipparoni, Michele Millozzi, Alessandro Mordenti, Vittorio Paolucci, con il coordinamento di Giancarlo Castagnari.
Nella sobria e sintetica presentazione Raffaele Molinelli, in qualità di presidente dell'Istituto per la storia del movimento democratico e repubblicano nelle Marche, ripercorre le alterne fortune della storiografia regionale, negli anni Cinquanta caduta dopo un'iniziale effervescenza postbellica. Molinelli non può rinunziare a sottolineare la particolarità politica marchigiana nel campo della democrazia repubblicana, ed è proprio a questa particolarità che dobbiamo guardare nel considerare il bilancio consuntivo del volume.
In un'arca geografica tanto sensibile agli ideali mazziniani e più genericamente repubblicani e democratici, ricca e numerosa è stata la produzione giornalistica, intesa nell'accezione della appassionata e magari coraggiosa pubblicistica anticonformistica. Di fronte ad una produzione variegata ed estesa sin nei piccoli centri, non è stato facile e semplice il lavoro di ricerca, di catalogazione e di analisi.