Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <372>
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Libri e periodici
Già anni or sono Mariella Nejrotti, fondandosi su una base cronologica differente (1861-1892), aveva indicato ad Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro ed Urbino ben 66 periodici riconducibili all'area ideologica anarchica, a quella socialista o democratica. *>
Alla più vetusta testata partitica ancora esistente, l'anconetano Lucifero, la cui fisio­nomia è meritatamente ricostruita fin nei dettagli, ha fatto sull'impegno antilibico riferi­mento e la citazione serve per dimostrarne la proiezione in sede nazionale Marina Tesoro.2)
In sede di giudizio finale la ricerca condotta dagli studiosi marchigiani ha il pregio di offrirsi come base per più minuziosi e capillari approfondimenti in ambito locale, in cui troppo spesso si costruisce sulla sabbia e si scrive avviliti dal campanile.
VINCENZO G. PACIFICI
Movimenti politici e sociali nel Veneto dal 1876 al 1903. Atti del IV Congresso di Studi risorgimentali, Vicenza 12-13 novembre 1983, a cura di GIANNI A. Cisorro; Vicenza, Comitato provinciale dell'Istituto per la storia del Risorgimento, 1986, in 8, pp. 369-vn. S.p.
Il periodo trattato negli Atti di questo convegno va dall'avvento della Sinistra all'età giolittiana: un'epoca particolarmente critica per il Veneto, come del resto per tutta la Penisola, a causa delle trasformazioni politiche e sociali che allora si verificarono.
Le sedici relazioni toccano quasi tutti i problemi della società veneta di quegli anni: il lavoro nelle campagne e nelle fabbriche, l'economia, i movimenti politici e sociali, i mezzi di informazione, la scuola e la cultura. Un panorama vasto, in cui la storia del Veneto si intreccia con quella generale del Paese.
11 volume si apre con una relazione di Letterio Brìguglio: Questioni di storia del socialismo. Organizzazione politica e organizzazione economica nelle province venete: il Polesine (pp. 9-31). L'autore mette in rilievo il fatto che il Veneto e in particolare il Polesine fu percorso in quegli anni da tensioni sociali che, anche se non provocarono mutamenti politici di fondo, misero in movimento energie organizzative non certo trascu­rabili. In polemica con altri studiosi (Franzina, Romano) il Briguglio pone in evidenza l'importanza degli atti dei congressi provinciali socialisti quali fonti per chi voglia scrivere una storia dal basso. Essi infatti consentono di stabilire, sempre secondo il Briguglio, quale tipo di rapporto intercorresse fra i circoli operai, vicini al partito socialista, e le leghe, cioè le libere associazioni di mestiere, create per la difesa degli interessi economici dei lavoratoti. Lo studio del Briguglio, pur limitato al Polesine, apre su prospettive molto vaste e addita nuovi e interessanti percorsi per future ricerche.
Segue la relazione di Giovanni Zalin, Economia, società e cultura nel Veneto dal 1876 al 1903 (pp. 33-44), articolata su tre argomenti: l'atteggiamento degli ambienti econo­mici di fronte al protezionismo, la nascita e lo sviluppo della cooperazione di credito, gli aspetti della cultura economica. Il protezionismo non fu accettato nel Veneto senza contrasti; a Vicenza, ad esempio, alle propensioni protezionistiche dell'industriale laniero Rossi si contrapponeva la posizione liberista del senatore Fedele Lampertico. L'esito comunque era scontato. Parallelamente al decollo economico, legato all'affermarsi del protezionismo, si sviluppò nel Veneto il credito cooperativo, sia di tipo laico sia di matrice cattolica, che, garantendo anticipazioni e mutui a tassi modesti, contribuì a sostenere il processo di ammo­dernamento delle aziende. La relazione si conclude con una breve rassegna delle principali figure degli economisti della scuola veneta (Tolomei, Luzzatti, Messedaglia, Morpurgo e
t) M. NiìjROTTI, Anarchia, Socialismo, Democrazia nei periodici popolari del Centro e del Nord Italia (1861-1892), in Annali della fondazione Luigi Einaudi, VII (1973), p. 195, p. 199 e p. 201.
2) M. TESORO, / repubblicani nell'età giolittiana, Firenze, 1978, p. 71 e p. 73.