Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
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1987
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pagina
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374
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374 Libri e periodici
ricerche, dà con questo suo saggio un ulteriore contributo alla conoscenza dei rapporti di produzione esistenti nelle campagne venete e alla definizione del tenore di vita delle masse legate alla terra.
Giovanni Mantese ne II legato Muttoni e una bonifica nel Polesine: la tenuta Moceniga in Rosolina (pp. 181-191), rievoca l'acquisto effettuato nel 1873 dall'elioni vescovo di Vicenza, Giovanni Antonio Farina, di una tenuta polesana piuttosto paludosa, nella quale pochi coloni vivevano in condizioni miserevoli. Dopo proteste e agitazioni il riscatto sociale avvenne solo nei 1930-31. quando si procedette alle operazioni di bonifica, rendendo coltivabili 160 ettari di terreno col relativo corredo di case coloniche nuove o restaurate. Il contributo di Ermenegildo Reato, I cattolici veneti e la questione sociale. Idee ed esperienze (1891-1915), affronta (pp. 193-209) il problema della posizione del cattolicesimo veneto di fronte ai conflitti fra capitale e lavoro, posizione che cominciò a manifestarsi dopo la pubblicazione della Rerum novarum (1891) con figure di primissimo piano, quali il veneziano Paganuzzi, il padovano Sacchetti, il vicentino Rezzara e il trevigiano Toniolo. Al movimento offerse un valido appoggio la parrocchia, un'autentica forza aggregante non solo sul piano religioso, ma anche su quello più largamente politico-sociale. Il saggio del Reato ci dà un'idea di quanto fosse articolato e diffuso il cattolicesimo sociale nel Veneto e di come esso fosse penetrato a fondo, soprattutto nella società contadina.
Sfruttando documenti piuttosto rari (due contratti del 1840 e 1860), Giuseppe Franco Viviani chiarisce il ruolo che il gastaldo e il lavorente (una specie di mezzadro) esercitarono nella conduzione della proprietà fondiaria nella zona collinare veronese (Gastaldo e lavorente nel Veneto occidentale, pp. 211-217).
Ai problemi dell'istruzione sono dedicati due lavori. Francesco De Vivo in Stampa quotidiana e problemi della scuola: ipotesi per una ricerca (pp. 221-243) esamina le annate dal 1890 al 1903 del quotidiano di Rovigo di intonazione moderata II Corriere del Polesine, mettendo in evidenza il largo spazio da esso dedicato ai problemi dell'istruzione, tra i quali l'insegnamento della religione e il rapporto fra scuola, società e famiglia. L'indagine del De Vivo costituisce un tipo di ricerca interessante che sarebbe opportuno estendere ad altri quotidiani o periodici. Giuseppe Mori invece, compulsando gli Atti del Consiglio comunale, analizza la situazione dell'istruzione pubblica e privata a Vicenza, mettendo in rilievo gli sforzi compiuti dall'Amministrazione per rendere possibile l'adempimento dell'obbligo scolastico e la diffusione della cultura attraverso la scuola popolare. Alcune tabelle statìstiche documentano il successo dell'operazione dal 1866 al 1879 (Istanze educative e istruzione pubblica nella seconda metà del XIX secolo in Europa e in Italia, pp. 245-276).
Tre i contributi riguardanti il giornalismo. Nino Agostinetti si occupa della stampa cattolica padovana dal 1876 al 1900 (pp. 279-301), chiarendo il ruolo da essa svolto nella formazione dell'opinione pubblica, ruolo importante nonostante il modesto livello di questi fogli, dovuto a difficoltà di ordine finanziario. Sergio Cella affronta invece (pp. 303-314) il tema del giornalismo liberale, di cui traccia l'evoluzione dopo il 76, mostrando come esso passi da un atteggiamento di tipo ancora risorgimentale ad uno di più evoluta professionalità, che culmina nell"87 con l'uscita del Gazzettino, un giornale non propriamente liberale, ma piuttosto democratico, capace di imporsi largamente per l'equilibrio dell'orientamento e per la concretezza degli interventi. Gianni A. Cisotto analizza in un'ampia panoramica la stampa vicentina degli anni ottanta e novanta (pp. 315-335), evidenziandone il carattere e gli. orientamenti in rapporto alle trasformazioni politico-sociali di quegli anni.
Nell'ultimo saggio, Dibattiti culturali e sociali all'Accademia Olimpica negli anni della Sinistra storica (pp. 339-344), Aristide Dani ci informa, piuttosto sommariamente, di come l'Accademia vicentina abbia dimostrato in quegli anni un vivo interesse per i problemi di attualità, svolgendo una pregevole attività di informazione e di chiarimento. Il tema avrebbe meritato una trattazione più ampia.
Dal complesso di queste relazioni emerge l'immagine di un Veneto piuttosto complesso e ricco di fermenti, una regione in cui le grandi vicende della nazione si riflettono assumendo toni e coloriture particolari. Su questa realtà, poco conosciuta, il volume getta non poca luce,
GIOVANNI PILLININI