Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
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1987
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Libri e periodici
convenzionale del Sud ricco e ferace, polemica che vedrà poi in primissima fila Giustino Fortunato e Benedetto Croce.
Accanto alia parte critica, alla sottolineatura delle disfunzioni non poteva non esserci la parte propositiva, fondata su misure realistiche, una delle quali era costituita dalle modificazioni contrattuali, tali da rendere meno soffocanti i rapporti produttivi. Il male era profondo e le terapie non potevano che essere radicali, tanto da incontrare la vivace contrarietà dei ceti politici e degli organi di informazione siciliani.
Contemporaneamente a Sonnino e a Franchetti era stata all'opera la Giunta per l'inchiesta sulle condizioni della Sicilia. Diversi erano gli obiettivi, gli intendimenti e i metodi stessi di lavoro. Jannazzo ha ragione nel ritenere che i due studiosi operassero sul piano teorico per giungere alla integrazione delle masse nello Stato; la Giunta doveva, dal canto suo, sul piano concreto risolvere le preoccupazioni della sicurezza pubblica per poi pensare di risolvere il nodo della partecipazione politica.
Il viaggio in Sicilia non fu una semplice esperienza di lavoro ma lasciò una impronta vivida nella linea ideologica di Sonnino, divenuta più sensibile socialmente e più. attenta alle questioni della distribuzione della ricchezza. Fucina, palestra e palcoscenico delle idee nuove e delle esigenze avvertite sempre più largamente fu da Rassegna settimanale, rivista cui recò un contributo saliente, da portavoce della borghesia meridionale, Antonio Salandra.
Sonnino, intanto, solitario e rigido, andava maturando definitivamente e Jannazzo è preciso osservatore le proprie opzioni, volte al consolidamento e all'allargamento dello Stato liberale. Ad esempio, nel dibattito del 1885 sulla grave crisi agraria palesa una posizione organica, attenta al punto di vista della condizione dei contadini e decisa nella denunzia degli interessi occulti della classe dirigente.4)
Negli anni successivi, nelle esperienze governative, nei saggi giornalistici e nella corrispondenza, ora raccolta nei volumi dei Carteggi, Sonnino tenta di trasferire nella politica dello Stato quel riformismo, guida del suo impegno meridionale. Il consuntivo, eloquente da un lato delle delusioni, date dagli uomini, e dall'altro della inalterata saldezza di intenti, è rappresentato dall'articolo del gennaio 1897, Torniamo allo Statuto. La polemica da esso innescata fu di una profondità tale, da avere ancora oggi echi nella storiografia. Jannazzo ha il merito, che in altri momenti poteva anche essere scambiato per coraggio, di sintetizzarne il significato e gli obiettivi in termini misurati.
Legato da un rapporto non facile con Crispi all'inizio del Ventesimo secolo, spiegato dal carattere dei due, insiste nella grande battaglia meridionalistica culminata nelle audaci proposte del suo primo Ministero. A Sonnino, secondo Jannazzo, debbono essere riconosciuti i più impopolari provvedimenti fiscali, garanzia per un bilancio in pareggio e base della successiva crescita economica riscontrata nel periodo giolittiano.
La contrapposizione con lo statista piemontese muoveva dal rifiuto del metodo empirico adottato e della linea antiriformista, contraria ad ogni accordo tra liberalismo e radicalismo.
Le due rapidissime esperienze da capo dell'esecutivo lasciano un segno indelebile in Sonnino che osserva opportunamente Jannazzo ripiega su se stesso e si rifugia nei grandi temi, il ruolo del partito liberale e il problema del suffragio universale. Sia sul primo quanto sul secondo ha dettato pagine, che prevedono, scolpendolo, il futuro. 1*1 partito liberale non si è organizzato nel paese, e si culla nelle interessate preoccupazioni governative: per esso Sonnino prospetta la fine, schiacciato o assorbito dai partiti estremi . La lezione della storia gli ha dato indiscutibilmente ragione. Il voto generalizzato è visto legato alla sconfitta dell'analfabetismo e unica occasione per lo Stato di ricevere l'appoggio delle masse, prive della cultura più elementare, altrimenti facile preda del pericolo rosso e di quello nero . Gli anni, t fatti e gli eventi hanno espresso una sentenza eloquente anche su questa opinione di Sonnino.
VINCENZO G. PACIFICI
*> R. NIERI, Un proprietario toscano e la crist agraria degli anni '80. Sidney Sonnino net dibattito politico del 1885, in Bollettino storico pisano, LUI (1984), pp. 53-58.
V. anche dello stesso autore. Proprietà fondiaria e mezzadria nel primi scritti di Sidney Sonnino, in Ricerche storiche, maggio-dicembre 1979. pp. 485-503.