Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
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1987
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pagina
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381
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Libri e periodici 381
anteriori è succeduto il partito con organismo complesso e differenziato del XX secolo ?2) Tra gli altri saggi contenuti nel volume, curato dal Centro studi Trabucco, di cui abbiamo già avuto modo di sottolineare i meriti, va trattato, per i suoi termini cronologici, quello di Gianfranco Maggi, Fermenti nella stampa cattolica albese in età giolìttiana. Studiare il peso avuto dalla Gazzetta di Alba significa seguire in una importante diocesi piemontese la profonda, travagliata e difficile fase del movimento cattolico alle prese con problemi e tematiche, che trovano proprio sul piano locale motivi sempre pregnanti di interesse. Il nuovo settimanale, apparso nel 1911, Alba Nuova, è la prova di una diversa dimensione del settore, al passo con i tempi. Dopo la sfortunata fusione era pronto un futuro, soltanto apparentemente negativo: la stampa diocesana albese trovava in don Alberione e nella sua Famiglia Paolina un simbolo, ancora oggi vivo per i cattolici.3)
VINCENZO G. PACIFICI
Ideologie corporative e modelli corporatìvisti, a cura di SERENA PIRETTI (Materiali del Dipartimento di Politica istituzioni storia, Università di Bologna, n. 1); Bologna, Pitagora Editrice, s.a. (ma 1985), pp. 268XII. S.p.
Per molti anni, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, il giudizio storico-politico, e più ancora quello etico-politico, sul fascismo sono stati all'origine della scarsa motivazione a scandagliare aspetti specifici della realtà italiana fra le due guerre, quali la trasformazione dell'economia, il rapporto fra quest'ultima e la direzione politica del paese, le modificazioni istituzionali e il confronto delle idee intorno a questi temi. In anni più. vicini a noi, le mutate condizioni della convivenza civile, il consolidamento politico e istituzionale dell'Italia repubblicana, insieme con le nuove tendenze e i rinnovati interessi in campo storiografico, hanno costituito le premesse di analisi più attente e criticamente fondate di quel periodo storico. Questi nuovi indirizzi di studio hanno messo a fuoco istituzioni, ideologie, movimenti, alcuni dei quali hanno costituito una novità dell'Italia fascista, mentre altri sono contraddistinti da un respiro storico più ampio, anche se il fascismo ha dato loro una connotazione marcata e li ha assimilati a sé (o ha cercato di farlo).
È, quest'ultimo, il caso del corporativismo, idea-guida, mito del fascismo, nodo gordiano del dibattito delle idee, specie negli anni venti e nella prima metà del decennio successivo, fino alla nascita di quel regime corporativo, la cui portata innovativa risultò incomparabile, per difetto, con i contenuti dei progetti che l'avevano preceduta.
Quello corporativo non fu un fenomeno peculiare del fascismo, giacché, per limitarci all'epoca contemporanea, idee, tendenze, influssi corporativi sono presenti nel dibattito politico, in quello economico e istituzionale, specie quando la democrazia rappresentativa parlamentare sembra non offrire più risposte soddisfacenti alle esigenze che si manifestano nel corpo sociale, e in primo luogo nei suoi gruppi più forti e agguerriti.
La complessa problematica del corporativismo dalla concezione dello Stato economico al declino del primato della politica, dal controllo della conflittualità di classe in una società industriale alla questione della rappresentanza degli interessi e a quella della gestione dei sistemi produttivi assume dimensioni ben più ampie di quelle nazionali
2) Ivi, p. 12.
3) Sul capoluogo piemontese, logico punto catalizzatore, v., per una indicazione di fondo, F. FOMZI, Cattolici democratici a Torino (1895-1898), in AA.W., L'Eglise et l'Etat à l'epoque contemporaìne. Mélanges dédlès à la mémoire de Mgr. Atois Simon, Bruxelles, 1975, p. 242.