Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
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1987
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Libri e periodici
e vede impegnati, in quegli anni, politici ed economisti dell'Europa dei fascismi come di quella delle democrazie, degli Stati Uniti come dei paesi latino-americani.
Ai nostri giorni, il termine corporativismo appare di nuovo sulle prime pagine dei quotidiani, in una prospettiva mutata. La tendenza che esprìme, non solo non è più oggetto di demonizzazione, ma viene considerata ima sorta di costante dell'epoca nella quale viviamo, in grado di dare soluzione ai problemi nati dallo squilibrio fra gestioni politiche e sistemi economici.
È dunque legittimo l'interesse pluridisciplinare per la tematica del corporativismo. L'approccio politologico contrassegna questo volumetto, che raccoglie quattro contributi due dei quali inediti e un'appendice documentaria di testi sull'argomento. Si tratta di tre relazioni presentate all'ultimo convegno dell'Istituto storico-politico dell'Università di Bologna (Istituto di cui il Dipartimento di Politica istituzioni storia ha raccolto l'eredità più ragguardevole, continuandone gli indirizzi di ricerca), con l'aggiunta di un saggio della curatrice. Sotto il profilo cronologico-tematico, i contributi sono equamente ripartiti fra l'analisi delle aspirazioni e delle tensioni corporative in Italia negli ultimi decenni dell'800 e nei primi anni del nostro secolo, e le prospettive del corporativismo in età fascista. 11 filo conduttore del volume è dato dall'osservazione del rapporto fra Stato e società e del suo mutamento, determinato si legge nell'introduzione dal nascere di forze che si consolidano nell'alterità rispetto allo Stato , di fronte alle quali lo stesso istituto parlamentare viene coinvolto in una profonda crisi di rappresentanza.
Le discipline politico-sociali in primo luogo la scienza dell'amministrazione e la scienza delle finanze create o rifondate nei decenni post-unitari sotto l'influsso determinante del pensiero e della pratica politica tedeschi, rappresentano il nodo intorno al quale si sviluppano i saggi di Raffaella Gherardi (La neutralizzazione del politico nell'Italia liberale: Scienze dello Stato e della società 1870-1890) e di Gustavo Gozzi (Organizzazione degli interessi e razionalità amministrativa in Italia tra otto e novecento). Gherardi con un approccio propedeutico al tema generale del volume affronta una questione di sicuro rilievo: l'emergere, all'indomani della fase costituente del nuovo Stato, di tendenze volte a sottolineare la centralità dell'azione amministrativa e delle scienze che la regolano, elaborate per gestire lo Stato e la società, al riparo, programmaticamente, da intrusioni di carattere ideologico. Salandra, Franchetti, Sonnino, Minghetti, Spaventa, De Sanctis e Mosca sono impegnati, pur muovendo da diverse prospettive, nel dare fondamento scientifico alla azione politica, non meno di quanto lo siano gli studiosi professionali delle nuove discipline, tesi a formare nelle università italiane, una classe dirigente culturalmente e professionalmente attrezzata per fare fronte alle esigenze di uno Stato ormai maturo e di una società in rapida trasformazione.
Qualche dubbio può suscitare specie in chi coltivi una prospettiva storiografica non strettamente teorico-politica l'espressione-chiave, usata dall'A., di neutralizzazione del politico , che costituisce il taglio intepretativo del saggio. E ciò in quanto non poca differenza intercorre fra chi come Gaetano Mosca vuole quasi disciolta la politica nella scienza sociale, e chi è il caso di Minghetti prospetta la trasformazione dei partiti tradizionali, ma non pensa ad una sorta di abdicazione della politica a favore della neutralità e oggettività della scienza.
Il saggio di Gozzi esamina le posizioni teoriche degli scienziati dell'amministrazione qui ìl filo conduttore è costituito dall'opera di Carlo Francesco Ferraris e alcuni concreti provvedimenti sul terreno politico-amministrativo, in risposta alla questione sociale, all'esistenza di interessi di classe, organizzatisi in forme sempre più solide e complesse. La scienza dell'amministrazione diviene così, tra '800 e '900, una disciplina che tende a ricomporre l'unità del corpo sociale, 11 dibattilo e i provvedimenti legislativi concernenti la legislazione sugli infortuni, il decentramento amministrativo, l'ufficio del lavoro sono altrettanti esempi di un graduale incorporamento amministrativo degli interessi , che non è peraltro in grado di frenare quei sommovimenti della società che sono all'origine della crisi dello Stato liberale.
Dall'attualità e dalla persistenza del fenomeno corporativo prende le mosse Lorenzo