Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <402>
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VITA DELL'ISTITUTO
GRUPPO DI STUDIO SVIZZERO. Il prof. Carlo Moos, antico e fedele socio del nostro Istituto, ha accettato il compito di creare un gruppo di studio elvetico. Salutiamo la nuova sezione con grande entusiasmo.
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ALESSANDRIA. Nella riunione mensile di maggio i soci intervenuti hanno fatto il punto della situazione. Si è parlato delle attività in programma. Si è deciso tra l'altro di rinviare a settembre la gita programmata a Solferino e ad altre località legate alla li guerra d'indipendenza. Si è sottolineata la validità e l'alto livello della Rassegna, inviata gratuitamente ai soci. Si ricorda la segretaria del Comitato, Matilde Pivano Cetroni, scom­parsa il 23 marzo. La signora Pivano ha continuato a collaborare attivamente con l'Istituto anche dopo la scomparsa del marito on. Livio Pivano, per lunghissimi anni Presidente del Comitato.
Si è parlato di un Congresso dell'Istituto da svolgersi tra Alessandria ed Asti, sempre che approvato dagli organi centrali e dalla Presidenza nazionale. Il Presidente del Comitato, ing. Spallicci ha riferito della disponibilità in linea di massima mostrata dal dott. Mirabelli e dal comm. Franzo, rispettivamente Sindaco e Presidente dell'Amministrazione Provinciale (la Regione e le autorità di Asti non sono state ancora contattate).
Infine, s'è convenuto di affidare le mansioni di Segretario alla socia prof. Carla Moruzzi in Bolloli. E si è parlato del prossimo incontro agapeico culturale, con intervento di note personalità.
A chiusura il socio, dott. Alberto Santoro, per dare un apporto storico culturale alla seduta, ha dissertato sulle assonanze e dissonanze tra i moventi della Repubblica Napoletana e quelli della Rivoluzione Francese, trasportati a Napoli anche dal gen. Cham-pionnet, e dai commissari del Direttorio, Faipoult e A. J. Abrial. Ha ricordato il cardinale Fabrizio Rullo, i suoi sanfedisti e la patente di giacobini da lui data ai proprietari terrieri. Il socio Santoro s'è interrogato sull'essere stata o meno la Repubblica Napoletana antesignana per qualche verso dell'idea dell'Italia unita, e se il murattìano proclama di Rimini (1815) fosse addentellato col pensiero degli antecedenti politici napoleonici. E si è domandato sul perché i Borboni, che regnavano sul più grosso Stato della Penisola, avessero lasciato l'iniziativa dell'unificazione ai Savoia. E qui il dott. Santoro ha ricordato le remore di Ferdinando II, e la famosa frase: l'essere il suo regno bagnato da tre lati dall'acqua salata, e per l'altro dall'acqua santa (Stato Pontificio).
Nella discussione che ne è seguita, han preso la parola il dott. Ghiron, il rag. Sturla e il pi. Belfiore, l'ing. Spallicci e lo stesso dott. Santoro. Intanto il 19 aprile 1987 un folto gruppo di soci s'era riunito presente il Prefetto di Alessandria, dott. A. Pierangeli e sua gentile Signora, per sentire 11 socio, on. aw. Angelo Armella, su un episodio tra il pettegolezzo e la storia: il matrimonio celebrato e non consumato tra Giuseppe Garibaldi e la marcheslna Raimondi, nella villa Raimondi di Fino Mornasco il 24 gennaio 1860. (Non consumato, almeno dopo il matrimonio, ha precisato il socio avv. Rodolfo Prosio). L'on. Armella ha sottolineato da valido giurista qual è la catena nata da quel matrimonio e durata venti anni, ossia sino al 14 gennaio 1880, quando la Corte d'Appello di Roma