Rassegna storica del Risorgimento
BALSAMO GIUSEPPE ALIAS ALESSANDRO CAGLIOSTRO; FELICIANI LORENZA
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1987
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414 Luigi Londei - Neri Scerni
chiamato Altotas.8> Probabilmente egli aveva avuto, durame il breve periodo di soggiorno in Roma, alcune noie con la giustizia, essendo venuto alle mani con il locandiere presso il quale alloggiava, ed era finito in carcere, da cui era stato liberato dopo pochi giorni, per intercessione del generale dei Cappuccini e dei cardinale Orsini. Queste alte protezioni si spiegano col fatto che egli in Roma conosceva due cappuccini siciliani, che evidentemente lo raccomandarono al loro superiore, e don Antonio Ovis, maggiordomo del cardinale. 9> Molti anni dopo, all'epoca del processo avanti il S. Uffizio, Cagliostro asserì che egli era stato messo in contatto con Lorenza da una napoletana, vicina dei Feliciani, che mise anche a loro disposizione ila sua casa a fine disonesto. Lorenza, nello stesso processo, negò sempre recisamente la circostanza.10) Molta della letteratura su Ca
si GIOVANNI BARBERI, Compendio della vita e delle gesta di Giuseppe Balsamo denominato il Conte di Cagliostro, ed. a cura di GIUSEPPE QUATRIGLIO, Milano, 1973, p. 43. La prima edizione del Compendio apparve nel 1791 per i tipi della Reverenda Camera Apostolica, e ciò permette di individuarlo come una pubblicazione a carattere ufficiale o semiufficiale, compilata sulla base degli atti originali del processo, nel quale il Barberi sostenne la pubblica accusa. Giovanni Barberi fu personaggio di grande importanza nella gestione della politica giudiziaria e di polizia dello Stato pontificio e, nell'epoca del processo Cagliostro, rivestiva l'importante carica di Procuratore fiscale generale. La figura e l'opera di Giovanni Barberi sono ancora in gran parte da studiare: una sua biografìa fu scritta dal figlio Andrea, che fu giudice collaterale di Campidoglio. ANDREA BARBERI, Cenni biografici intorno a monsignor Giovanni Barberi, fiscale generale del Governo, Roma, 1837, su cui è in gran parte basata la recente biografìa di CARLO FRANCOVTCH, Barberi Giovanni, in Dizionario Biografico degli Italiani, VI, pp. 156-158.
L'incartamento originale del processo, ammesso che esista ancora, dovrebbe essere oggi conservato presso la S. Congregazione per la dottrina della Fede, erede di quella del S. Uffizio, che, come è noto, non consente agli studiosi di consultare i propri archivi. L'unica documentazione processuale a nostra disposizione è quella contenuta nel manoscritto, conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, fondo Vittorio Emanuele, con la segnatura n. 245, dal titolo Raccolta di scritture legali riguardanti il processo di Giuseppe Balsamo, detto Alessandro conte di Cagliostro, e di padre Francesco Giuseppe di S. Maurizio, cappuccino, innanzi il Tribunale del S. Uffizio di Roma. Tale manoscritto, cui d'ora innanzi si farà riferimento come ms. 245, proviene con ogni probabilità dal difensore di Cagliostro, Carlo Luigi Costantini, che rivestiva a quell'epoca la carica di Avvocato dei Poveri (una sorta di pubblico difensore stipendiato dallo Stato) e che, divenuto un avversario del potere pontificio, fu in seguito Console della Repubblica Romana del 1798-99. La documentazione del ms. 245 ha dunque carattere ufficiale, pur essendo largamente incompleta, come risulta dai richiami e dalle citazioni in essa stessa contenuti, ri scelto all'incartamento originale.
Per quanto riguarda il presunto periodo di apprendistato che Giuseppe Balsamo fece presso l'AItotas, va sottolineato come il ristretto del processo contenuto nel ms. 245 non attribuisca fondamento a tale voce, a differenza del Compendio che invece tende, sia pur con qualche riserva, ad accreditarne la veridicità.
9) Ms. 245, e. 223r, e Compendio, cit., p. 44. Una ricerca, compiuta sugli archivi del Tribunale del Governo, oggi conservati presso l'Archivio di Stato di Roma, non ha consentito di rinvenire alcun processo a carico di Giuseppe Balsamo. È tuttavia presumibile che gii incartamenti relativi a questo episodio, se realmente accaduto, siano stati allegati, secondo una prassi ricorrente nei tribunali pontifici, a quelli del processo principale avanti il S. Uffizio.
io) Ms. 245, e, 223r, 11 Compendio, cit., ignora completamente tutta questa vicenda prematrimoniale.