Rassegna storica del Risorgimento
BALSAMO GIUSEPPE ALIAS ALESSANDRO CAGLIOSTRO; FELICIANI LORENZA
anno
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1987
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pagina
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415
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// procèsso contro Cagliostro 415
gìioslro ha costruito, su questa esile base, una massiccia mole di supposizioni, sino ad affermare che la misteriosa napoletana gestisse una vera e propria casa di tolleranza, nella quale la bella Lorenza era solita, sin da molto tempo prima di conoscere Cagliostro, andare a lavorare . 0J Un esame degli stati delle anime della parrocchia di S. Salvatore in Campo ci mostra come l'unica possibile napoletana nel vicinato dei Feliciani fosse la signora Anna Rossi, nativa di Torre Annunziata e moglie di Francesco Sposito, anch'egli napoletano, residenti in vicolo delle Grotte, in un'unica e, presumibilmente, povera stanza al pianterreno di uno stabile di proprietà della chiesa di S. Maria di Grottapinta. Ammesso dunque che la Rossi fosse stata effettivamente la compiacente promotrice delle nozze, come pure di quell'incontro fra i due che, se realmente avvenuto, consentì loro di mettere il carro avanti ai buoi, si deve ritenere che ella si limitasse a svolgere la tradizionale funzione di mediatrice del matrimonio, per ricavarne la ricompensa che, altrettanto tradizionalmente, era elargita a chi, occasionalmente o abitualmente, svolgeva una tale attività reputata del tutto lecita e normale dalla società dell'epoca. È d'altro canto da escludersi che ella gestisse una casa di tolleranza, sia perché questa diffìcilmente avrebbe potuto trovar sede nella sua abitazione composta di una sola stanza, sia perché lo stato delle anime non avrebbe mancato, come era consuetudine in simili casi, di fare esplicita menzione di tale attività. Altrettanto è da escludersi che Lorenza fosse una prostituta, sia perché nessuno, neppure fra i suoi nemici al processo, fece mai una tale affermazione, sia perché suo padre dichiarò, nella stessa occasione, che egli, prima di dare la figlia in sposa, aveva fatto fare delle indagini su Giuseppe Balsamo, ed ebbe delle ottime referenze, sia da don Ovis, sia dal cappuccino padre Gaetano, il quale andò tanto avanti da sostenere che il Balsamo era un secondo S. Francesco. 13> Tali preoccupazioni, non contestate da alcuno, sono un ulteriore segno che Lorenza non esercitava affatto il mestiere che i suoi detrattori hanno voluto attribuirle. L'incontro precedente il matrimonio, comunque, rientrava nella normalità dei rapporti fra i due sessi, e non destava scandalo più del necessario, anche pei che il secolo XVIII aveva scarse remore in tale campo e fu molto meno puritano del successivo. Una ulteriore riprova è nella procedura del matrimonio, che si svolse secondo il cliché tradizionale delle oneste fanciulle romane: il 20 aprile 1768 venne stipulato, davanti al notaio del Vicariato Clementi, il contratto dotale,,4), ed il giorno successivo, nella chiesa di S. Salvatore in Campo, parrocchia di Lorenza, venne celebrato il matrimonio. ,5> La dote costituita da Giuseppe Feliciani alla figlia era
H) A tal proposito cfr., in particolare, GIUSEPPE D'AMATO, La moglie di Cagliostro, Virerai, 1931, pp. 9-11.
12) ASVR, parrocchia di S. Salvatore in Campo, stati delle anime 1764-69. Qui lo Sposilo risulta residente come celibe dal 1764 e, come coniugato, dal 1769, ma gli stati del 1767 e del 1768 mancano.
W Ms. 245, e. 222v.
M) ARCHIVIO DI STATO DI ROMA (d'ora In poi ASR), 30 Notai Capitolini, Ufficio 30 (= notaio del Vicario Clementi), voi. 505.
15) ASVR, parrocchia di S. Salvatore in Campo, registro dei matrimoni 1768, alla data del 20 aprile.