Rassegna storica del Risorgimento
BALSAMO GIUSEPPE ALIAS ALESSANDRO CAGLIOSTRO; FELICIANI LORENZA
anno
<
1987
>
pagina
<
416
>
416
Luigi Londeì - Neri Scemi
di 150 scudi, parte in oggetti (abiti, biancheria etc.) e parte in denaro: essa era modesta, ma non del tutto irrisoria se si pensa che quella cifra corrispondeva pur sempre allo stipendio annuale di un impiegato di medio livello.
Se dunque Lorenza non era una giovane disonesta , si può ragionevolmente pensare che ella dovette ritenere il matrimonio con Giuseppe Balsamo un efficace veicolo di promozione sociale, compiendo sulla persona del fidanzato un errore di valutazione che personaggi ben più importanti, istruiti e ricchi di lei, appartenenti alle principali nazioni d'Europa, avrebbero compiuto in seguito.
3. La partenza e it successivo ritorno a Roma nel 1789
Per un primo periodo dopo il matrimonio Balsamo e la moglie vissero nella casa dei Feliciani, per poi andare a vivere per conto proprio insieme a un concittadino di Balsamo, certo Ottavio Nicastro, tipo equivoco che faceva tra l'altro la spia per il Bargello, insieme al quale si stabilirono poi con un altro loro concittadino, certo marchese Alliata, di carattere non punto dissimile da quello di Cagliostro, che si proclamava, non si sa con quanto fondamento, nobile membro della nota famiglia siciliana, originaria di Pisa. 16>
Una volta stabilitisi i coniugi con l'Alliata, Lorenza cominciò a manifestare una particolare simpatia per costui, forse in ciò spinta dallo stesso marito, che con le grazie della moglie voleva assicurarsi qualche favore dal suo conterraneo. I rapporti con la famiglia Feliciani si deteriorarono ben presto e altrettanto rapidamente sfumò la fama di Balsamo come secondo S. Francesco , al punto che, nel novembre 1768, il suo cero e il Nicastro, che aveva evidentemente fornito l'informazione, si presentarono alle autorità per denunciare l'Aliata e il Balsamo come fabbricatori di cedole false. 17> La denuncia non ebbe seguito, poiché non si prestò fede al Nicastro, il quale aveva una pessima fama e che pochi mesi dopo venne arrestato, processato, riconosciuto colpevole e quindi giustiziato per aver ucciso a scopo di furto una domestica di cui era divenuto l'amante. 18>
Sia che fossero spaventati dalla denuncia, sia che fossero stanchi di vivere a Roma e desiderosi di avventure, la mattina del 10 dicembre 1768 Lorenza e il marito, insieme all'Amata, lasciarono Roma: la comitiva era
16) Compendio, cit., p. 46, e Ms. 245, e. 228r.
É Compendio, cit., p. 46, e Ms. 245, e. 227.
te) ASR, Tribunale del Governatore, processi sec. XVIII, voi. 1048, interamente occupato dal processo contro il Nicastro. Nell'interrogatorio del 19 febbraio 1770 il Nicastro raccontò, fra l'altro, del suol numerosi cambiamenti di residenza in Roma, asserendo che di poi andai in casa di un mio patriotto chiamato don Giuseppe, la di cui moglie è quella che parti col marchese Agliata, che abitavamo a Ripetta sopra il pasticciere vicino la posta di Francia, di lì andai con detto don Giuseppe e sua moglie in casa del marchese Agliati suddetto, con cui mutassimo altre due case, nell'ultima delle quali, che era posta sopra l'oratorio di S. Francesco di Paola al li Monti, primo appartamento, restai solo....