Rassegna storica del Risorgimento
BALSAMO GIUSEPPE ALIAS ALESSANDRO CAGLIOSTRO; FELICIANI LORENZA
anno
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1987
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// processo contro Cagliostro
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a bordo di due carrozzini, nel primo dei quali viaggiava l'Alliata insieme a Lorenza, mentre nell'altro seguivano Cagliostro con il segretario del marchese. Senza mistero commenta mons. Barberi nel suo Compendio ha svelato il marito quanto, con il suo pieno contentamento, ne soffrisse da ciò, in tetto; il tratto del viaggio, la fede coniugale . ì) I nostri viaggiatori arrivarono insieme sino a Bergamo* dove l'Alliata, spacciandosi per ufficiale arruolatore del Re di Prussia, cominciò a reclutare soldati. Scoperto dalla polizia veneta, il marchese siciliano fuggì, lasciando Cagliostro e la moglie nelle mani delle autorità che, dopo averli trattenuti per interrogarli, li espulsero dalla città. Iniziava così quel giro ventennale dell'Europa che avrebbe portato il conte di Cagliostro e sua moglie alla loro discussa notorietà.20)
Anche se non rientra nell'oggetto del presente lavoro ripercorrere le avventure europee dei due, è però importante far presente che quel nome di contessa Serafina, assunto dalla nostra Lorenza, altro non era che il suo secondo nome di battesimo e non chissà quale misterioso appellativo. Lo stesso cognome di Cagliostro pare appartenesse, del resto, ad una zia di Balsamo il quale al processo, dopo essersi costruito una discendenza in linea femminile nientemeno che da Carlo Martello, disse che un certo Martello emigrato in Palermo nell'occasione di una rivoluzione di Pisa si sposò nella città siciliana e vi procreò due figlie, una che si chiamò donna Maria Martello e l'altra donna Vincenza. La prima si maritò in casa Bracconeri e da lei nacque mia madre e l'altra si maritò in casa Cagliostro e da lei nacque donna Giuseppa Cagliostro, mia zia . 2I>
Alla fine del maggio 1789 i coniugi, stanchi e provati dalle avventure europee, tornarono a Roma. Lorenza era ormai stanca del marito, verso il quale aveva maturato un crescente disgusto, e si riawicinò subito alla propria famiglia, che, dal canto suo, aveva sempre cercato di mantenere i contatti con lei durante le peregrinazioni in Europa. Il fratello di Lorenza, Francesco, aveva anzi raggiunto la sorella ed il cognato dopo che questi avevano lasciato Roma (o forse era direttamente partito con loro, ma su questo punto le fonti disponibili sono poco precise) ed era arrivato, insieme ad essi, sino a Cadice dove era stato fatto arrestare dal cognato, che lo aveva accusato di avergli rubato alcuni oggetti preziosi. Francesco, che aveva allora sedici anni, ne passò tre in una prigione di Cadice, dal 1776 al 1779. Chiamato a testimoniare nel processo davanti al S. Uffizio, egli sostenne che aveva tentato di rubare quegli oggetti allo scopo di procurarsi il denaro per ritornare a Roma, stanco com'era della vita errabonda e delle delinquenze del cognato, che voleva anche costringerlo a sposare una certa signorina Tirse di Marsiglia per così meglio negoziare con due donne e cavar denari.22) Francesco venne a sua volta
W Compendio, cit., p. 46.
20) Ivi, p. 47 e Ms. 245, e. 228r.
21) Ms. 245, e. 22 Iv.
22) tvit e. 128v. Dal 1769 la famiglia di Giuseppe Feliciani, con il quale vìveva anche il figlio Francesco, risulta residente in via Benedetta, nella casa n. 135 di Campiteli! (cioè di proprietà della Chiesa di S. Maria' in Campiteli!) nel territorio della parrocchia