Rassegna storica del Risorgimento

BALSAMO GIUSEPPE ALIAS ALESSANDRO CAGLIOSTRO; FELICIANI LORENZA
anno <1987>   pagina <422>
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422 Luigi Londei - Neri Scemi
vicenda) venne affermata tanto dalla difesa quanto dall'accusa, la quale aveva però tutto l'interesse a coprire la sua funzione di agente provo­catore. Le carte processuali rivelano una certa differenza di posizione fra Berardi e Antonini: mentre infatti il primo figura sempre esclusivamente come accusatore e denunciante, senza il minimo coinvolgimento perso­nale nella vicenda, il secondo appare in qualche modo coinvolto nel reato di associazione alla Massoneria cui, secondo l'accusa, che ad un certo punto lo qualifica come uno sciocco, sarebbe stato trascinato appunto dall'amore per Lorenza. La difesa di Cagliostro si scagliò sulle diversità riscontrate (invero di scarso rilievo) fra le deposizioni di Berardi ed An­tonini, ed accusò quest'ultimo di avere nei replicati suoi esami taciuto prima e poi imbrogliato e mentito sui propri fatti e sul suo animo mas-sonico-egiziano . *) La stessa difesa s'interrogò, ma senza avere precisa risposta, sulla assidua presenza di Carlo Antonini in casa Cagliostro se pure non voglia dirsi tanto lo irritavano i vizi del marito, quanto lo edifi­cavano le virtù della moglie . 37>
Non si può peraltro escludere che l'Antonini si fosse realmente av­vicinato in un primo tempo alla Massoneria e che, una volta scoperto, fosse stato perdonato a condizione di collaborare con le autorità. Dalle stesse carte processuali risulta poi che fu l'Antonini il primo ad entrare in contatto con Cagliostro ed a farlo quindi conoscere al Berardi. Di sicuro l'Antonini non ebbe a soffrire, né all'epoca del processo né succes­sivamente, alcuna persecuzione, e continuò tranquillamente ad esercitare il proprio lavoro alle dipendenze del governo e a guadagnare cifre rela­tivamente cospicue.
Alcuni anni dopo i fatti che stiamo narrando, anche l'Antonini fu coinvolto nella politica: egli figura infatti in una lista di romani simpa­tizzanti e amici della Francia che il Direttorio fece avere a Giuseppe Bonaparte, allorché venne inviato come ambasciatore della Repubblica presso la Santa Sede nel settembre 1797. La maggior parte dei perso­naggi della lista erano noti giacobini o, comunque, svolsero ruoli più o meno di spicco nelle successive vicende e, in particolare, nell'ambito della Repubblica Romana, n fatto che l'Antonini non ebbe invece, almeno a quanto ci risulta, alcuna parte attiva in quel periodo potrebbe far con­cludere che, anche in quella circostanza, il suo ruolo fu quello dell'in­filtrato negli ambienti rivoluzionari. 39>
5. Il cerchio si stringe intorno a Cagliostro. Il ruolo di Lorenza
Se quanto siamo andati sin qui affermando risponde a verità, è gio­coforza concludere che le autorità pontificie strinsero lentamente ma ine-
36) Ma. 245, e. 314v.
37) Ivi, c. 415r.
**) La lista è in SILVAONI, op, cit., voi. I, pp. 466-467,
) Carlo Antonini morì, all'età di 93 anni, il 22 dicembre 1835, allorché risiedeva
in via di S. Giuseppe 17. ASVR, parrocchia di S. Andrea delle Fratte, registro defunti 1835.