Rassegna storica del Risorgimento
BALSAMO GIUSEPPE ALIAS ALESSANDRO CAGLIOSTRO; FELICIANI LORENZA
anno
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1987
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Luigi Londei - Neri Scerni
memi. Essa èra stata sicuramente pronunciata il 13 aprile, quando l'ufficiale di guardia alla cella di Cagliostro chiedeva istruzioni ai suoi superiori poiché il padre Contarini, consultore del S. Uffizio, aveva fatto presente che l'avventuriero era stato autorizzato a confessarsi e comunicarsi, e chiedeva che gli si dessero carta e penna per rivolgere una supplica al pontefice. La risposta, data nello stesso giorno, fu che non si desse da seiÉvere al Cagliostro e che nessuno, ad eccezione dello stesso Contarmi, potesse avvicinarlo senza una esplicita autorizzazione del S. Uffizio, da comunicare per iscritto al comandante di Castel S. Angelo. Il giorno successivo, però, la Segreteria di Stato comunicò al Tesoriere generale, affinché desse le opportune istruzioni al presidio della fortezza, che il padre Francesco Maria Monomi, parroco dei SS. XII Apostoli, poteva liberamente accedere nel castello per abboccarsi col detenuto Giuseppe Balsamo.53)
Il 16 aprile Cagliostro venne rapidamente trasferito nel luogo di prigionìa stabilito nella sentenza: la fortezza di S. Leo, nel territorio di Pesaro, ove giunse il 20. Egli viaggiò a bordo di una veloce vettura postale sotto la scorta di un plotone di soldati del battaglione dei Corsi, al comando dell'aiutante Antonio Gràlloni. Per la sola vettura la Camera Apostolica dovette pagare all'amministrazione postale la somma di 179 scudi e 85 baiocchi, mentre alla scorta si dovettero pagare 123 scudi e 15 baiocchi, comprensivi anche delle spese per il viaggio di ritorno.54)
Il 4 maggio, in conformità della sentenza, vennero pubblicamente dati alle fiamme, in piazza della Minerva, il manoscritto della Massoneria egiziana e gli strumenti simbolici della setta, nello stesso tempo in cui nel convento dei domenicani era riunita la Congregazione del S. Uffizio.55) Qualche giorno dopo gli agenti del S. Uflìzio, Cavazzi e Lelli, eseguirono una perquisizione nella cella che era stata occupata da Cagliostro a Castel S. Angelo, e, in particolare, agli effetti personali che egli vi aveva dovuto lasciare. Essi constatarono che non meno sulli muri, porta e scuri delle finestre, ma anche sul parato che copriva detta stanza sono state scritte dal medesimo diverse cose. Con lettera dell'I 1 maggio la Segreteria di Stato invitò il Tesoriere generale a far cancellare tutte le scritte.56)
Lorenza Feliciani restò invece rinchiusa nel monastero di S. Apollonia a condurre una vita di tipo monacale, sotto la costante sorveglianza
53) Ibidem, lettera 13 aprile 1791, dalla residenza di Castel S. Angelo, a firma Tenente Eroli di guardia, e lettera 14 aprile della Segreteria di Stato, relativa all'autorizzazione di accesso per il padre Mondini.
54) ASR, Comp. Gen., serie rossa n. 12, libro mastro generale della Camera Apostolica, e. 686, 31 dicembre 1791, scudi 179,85 moneta in credito al marchese Camillo Massimo, generale delle Poste Pontificie buon'ideatigli per tanti da esso pagati alle respetti ve Poste da Roma a Rimino per il viaggio fatto dall'Aiutante del battaglione in luogo de' Corsi con i suoi uomini per accompagnare il conte Cagliostro alla fortezza di S. Leo, ivi relegato d'ordine della Segreteria di Stalo e ritorno in Roma per le poste... . Per il pagamento agli uomini di scorta, ivi, serie verde, voi. 143, gìust. n. 243.
55) La data risulta dalla sentenza stessa, copia della quale in ASR, MCPR, b. 18, fase. 777.
56) Ibidem.