Rassegna storica del Risorgimento

BALSAMO GIUSEPPE ALIAS ALESSANDRO CAGLIOSTRO; FELICIANI LORENZA
anno <1987>   pagina <433>
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// processo contro Cagliostro
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Una -volta concluso il processo, la Segreteria di Stato, con lettera621 del 29 aprile 1791, ordinò che tutti i beni del condannato fossero messi a libera disposizione di M-gr. Tesorier generale, il che, nel linguaggio burocratico dell'epoca, significava che tutto era confiscato. Dalla massa dei beni dovevano essere anzitutto prelevate alcune biancherie ed abiti da consegnare a Lorenza per suo uso personale, mentre tutto il resto dor veva, a cura dello stesso Tesoriere Generale, essere venduto nelle do­vute forme . Il ricavato doveva essere anzitutto impiegato in rimborso de' pagamenti fatti e da farsi dalla R.C.A. per il mantenimento occorso fino ad ora tanto del Balsamo in Castel S. Angelo, quanto della di lui moglie in S. Apollonia, e degli altri pur fatti e da farsi per reintegrazione dà spese della causa. In questi si intende che debbano rimaner ugual­mente compresi gli scudi 300 che si fanno pagare a Mgr. Carlo Luigi Co­stantini in compenso dell'opera da lui prestata in difesa del Balsamo. Altri 200 scudi dovevano essere corrisposti ad alcuni ministri del S. Uni-zio per ricognizione delle fatiche straordinarie da loro subite in questa causa : costoro furono l'abate Domenico Cavazzi archivista, che aveva anche condotto una parte degli interrogatori di Cagliostro, e che ebbe 120 scudi, il sostituto notaio Giuseppe Lelli che ebbe 60 scudi ed infine il por­tiere, o ufficiale giudiziario, Filippo Danieli che ricevette 30 scudi. Una volta effettuati questi primi pagamenti, le restanti somme dovevano essere anzi­tutto tenute a disposizione per tutte le altre spese relative alla causa a quel momento non ancora definite: queste sarebbero state anticipate dalla Camera Apostolica che si sarebbe poi rivalsa appunto sul ricavato della vendita dei beni del reo . fÉ Se, una volta soddisfatte tutte le spese, fosse avanzato ancora del denaro, il che sembrava verisimile in vista dell'inventario fatto dal Tribunale del Governo , questo doveva essere investito, a discrezione del Tesoriere generale, in quella maniera che gli sembrerà più propria ed opportuna, onde possa supplirsi se non in tutto almeno in parte, al peso dell'ulteriore mantenimento tanto del Balsamo che di sua moglie . Sempre sui beni di Cagliostro venne ordinato, dalla Segreteria di Stato, il rilevante compenso di 500 scudi a favore di mons Barberi, che aveva sostenuto il ruolo di pubblico accusatore.6*)
Il 9 giugno 1791, il baule con tutti i beni del condannato venne pre­levato dal Monte di Pietà e consegnato al tribunale del Tesorierato, il cui luogotenente criminale, Francesco Maria Rufini, era stato incaricato di sovrintendere alle operazioni di vendita.65) Nello stesso giorno il baule
62) L'originale è in ASR, Comp. Gen., serie verde, voi. 143, giust. n. 221. Oltre alla lettera questa giustificazione contiene molta altra documentazione relativa alle spese del processo Cagliostro.
63) Per questa ragione su tutti i relativi mandati camerali di pagamento emessi da quel momento in poi, e sino al febbraio 1798, venne apposta la clausola della reintegrazione sul ritratto della vendita delle robe del suddetto Cagliostro o altra simile.
64) ASR, Comp. Gen., sene verde, voi. 143, giust. n. 256.
65) ASR, 30 notai capitolini, ufi*. 28 (notalo Raimondo Bellucci), voi. 568, ce. 633 sgg., Corisìgnatio et quietantìa prò Sacro Monte Pietàtis Urbis.. Ivi, Comp. Gen., serie verde, voi. 145, giust. n. 635, Dovendosi, d'ordine della Segreteria di Stato, passare a nostra disposizione' il baulle delle robe spettanti a Giuseppe' Balsamo denominato Cagliostro, depo-