Rassegna storica del Risorgimento
APOSTOLATO DANTESCO (L'); SOCIET? SEGRETE MARCHE 1856-1860
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1987
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Bruno Ficcadenti
prefissi la Società, e lo scopo di essi doveva mirare lo studio, la moralità, la politica vera che conduceva l'uomo a divenire un vero Italiano.
9 Si prefinirono due sedute per ogni settimana, l"una nel Giovedì, l'altra nella Domenica nelle ore pomeridiane, e non si doveva durare ad essere congregati più di due ore. La prima ora si sarebbe occupata nella lettura dei rispettivi componimenti, la seconda ora nella lettura dì qualche brano di storia, di qualche giornale Scìentifico-Letterario, ed era fissata a ciò la Rivista Contemporanea di Torino, così poteva leggersi in mancanza di essa qualche classica poesia ed un Canto del Dante nel commento che avrebbe dovuto fare uno dei Soci a ciò destinalo dal Presidente nell'antecedente seduta, riguardante però più che il senso allegorico la parte estetica di esso.
IO3 1 Libri e Giornali che potevano occorrere a questa Società dovevano acquistarsi a spese eguali e comuni.
11 Qualunque fosse stata la disavventura o urgenza in cui fosse caduto un Membro della Società, si doveva prestare ciascuno dei Consocii a soccorrerlo immediatamente secondo le proprie forze, senza alcuna limitazione, come se avrebbe aiutata e soccorsa la propria persona.
12u Erasi convenuto, siccome si è accennato, che tutti i Membri dovessero assumere un nome fittizio convenzionale in sostituzione del proprio nome e cognome, e ciò a mantenere la segretezza, farlo conoscere ai Consocii, e renderlo ignoto agli altri, ed ogni composizione avrebbe portato la firma del Socio che era autore.
15 La formula del giuramento prescritta era semplice, e doveva pronunciarsi dopo letto il Capitolato da chiunque doveva essere ammesso. Era essa nei termini seguenti: "Giuro dinanzi a Dio sul mio onore nelle mani del Presidente l'osservanza dei predetti Capitoli, e di essere fedele ai miei Consocii". Presso a poco era così questa Formula.
14 Tutte le cariche anzidette venivano conferite mediante votazione a scheda scritta segreta e dovevano seguire a maggioranza di suffragi: non duravano più di sei mesi, scorsa la quale epoca, doveva tornarsi ad effettuare altra votazione, e cadendo una conferma qualunque doveva sempre rispettarsi.
15 Era ufficio del Presidente ancora di proporre nuovi Socii all'ammissione, e se altri Socii ne avessero voluta fare la promozione, dovevano sempre ricorrere prima al Presidente; così nel caso avessero voluto proporre un tema sul quale si fosse dovuto scrivere.
16 Le proposte per un'amplificazione o variazione delle cose convenute nel Capitolato se col tratto del tempo avessero meritala correzione, non poteva eseguirsi né proporsi se non in seguito all'approvazione del Presidente, e non potevano portarsi a convenzione senza essere assentita da assoluta maggioranza.
17 SÌ doveva redigere in ogni Accademia un apposito verbale dal Segretario Archivista tracciando la storia delle cose rimarcabili sulla legalità dell'andamento, e su qualunque rilievo che avesse dovuto fare il Censore.
18 Tanto il Censore, quanto qualunque Socio poteva accusar altro che fosse vissuto
sconvenientemente, mentre era ufficio dell'Accademia correggersi a vicenda i propri difetti
per giungere non solo colle parole, ma coll'esempio a quella educazione civile e politica che voleva imprimersi nelle menti degli altri.
19 Infine per ricrearsi lo spirito dalle incessanti occupazioni allo studio, e per fraternizzare sempre di più, erasi convenuto di recarsi a fare in campagna qualche ricreazione lassandosi a tutti un'cgual quota .