Rassegna storica del Risorgimento

CICCUZZA; ELEZIONI POLITICHE IRPINIA 1874-1875; SATIRA POLITICA
anno <1987>   pagina <478>
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Modestino Della Sala
Poiché di questa forma di pubblica derisione si è sottolineata una certa propensione all'utilizzo oltralpe anche fuori del contesto matrimoniale e del periodo carnevalesco,4* non posso a cuor leggero affermare che la scampanata elettorale sia precipua della gente irpina; e giustamente si è avvertito che la considerazione dell'area di diffusione di una manifesta­zione popolare presuppone inchieste larghe e ben fatte, anche in regioni nelle quali è opinione comune che un determinato genere non esista.5* Eppure, se la satira politica in senso lato, illustrata dagli studi del Croce,6* fu frequentissima nell'area napoletana, se della canzonatura dei candidati non eletti abbiamo testimonianze molisane,7* l'anonimo articolista della Gazzetta di Avellino, che per la perduta serenata cantata il 9 novembre 1874, ponendo altresì l'accento sulla sua popolarità, usa la formula nuova specie di manifestazione,8* sembra intendere come una innovazione tutta avelli­nese la scampanata di tipo politico.
Ma fra il luglio e l'agosto 1861, per il comportamento insipiente dei rappresentanti meridionali a proposito della questione napoletana, vi furono in Napoli manifestazioni eclatanti, così descritte dal giornale genovese Il Momento'. Sparsa la voce di esser tornati da Torino in Napoli i depu­tati ministeriali Pisanelli, Leopardi, Capone, Assanti, e il senatore Vacca, furono preparati gli strumenti dello Charivari, cioè chitarre rotte, campane fesse, violini scordati, tromboni, scetavajasse, e poi urli, fischi, e la solita pantomima di alzate e sedute. La tempesta scoppiava sotto la casa del­l'onorevole, ch'era segno di questa strana ovazione, mentre una deputazione gli si presentava in casa, e con lettera al suo indirizzo gli partecipava il motivo dello Charivari, augurandogli buona salute, e lunga flessibilità di schiena .9*
Eppure nessuna ciccuzza fu stampata quando il genere era fiorente. Vittorio Imbriani, quando si cantò quella che fu probabilmente la prima scampanata elettorale, aveva ormai pubblicato le sue raccolte, anche quelle
4> Nella Francia del Seicento gli esattori delle tasse venivano cacciati dalle città da loro visitate con una sorta di charivari. Si veda P. BURKE, Cultura popolare nell'Europa moderna, Milano, 1980, pp. 193-194.
5) V. SANTOLI, I canti popolari italiani, Firenze, 1968, p. 130.
*) B. CROCE, Canti politici del popolo napoletano, in Aneddoti di varia letteratura, li, Bari, 1953, pp. 259-274.
7* Nel 1885 E. Pitarelli ed E. Melillo tentarono di sottolineare la particolare propen­sione delle popolazioni meridionali alla satira, in ciò seguiti nel 1892 da ]L. D'Amato; il genere avrebbe potuto rappresentare l'alternativa alla poesia amorosa in strambotti, che si disse di origine siciliana, e alla poesia epico-lirica, prevalentemente diffusa in area setten­trionale (M. A. CiRCSe, Gli studi di tradizioni popolari nel Molise, Roma, 1955. p. 64 e passim). Notevole è anche un canto di Bagnoli del Trigno, di impronta popolarissima ed anteriore, forse di molto alla sua pubblicazione ( Caratille è iute a Roma pe cumbrarse la pultrona ), ricordato in M. CIRESB, I canti popolari del Molise, II, Rieti, 1957, p. 69.
8) I, 12 (11.11.1874), p. 3.
9) Da Le condizioni del Regno delle Due Sicilie considerate nel Parlamento di Torino étti deputati delle Provincie Meridionali, s.n.t. [1862], p. 139, in nota.