Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; CARBONERIA ; MASSONERIA ; MOTI 1820 ; SOCIET? SEGRETE
anno
<
1921
>
pagina
<
161
>
1,15 800DMA SEGRETE E I MOTI DEL 1820 A HAPOXJ tl
zione, ohe avrebbe dovuto avere a centro non pia Napoli ma Salerno Stesso.
Il re a sua volta non avrebbe dovuto essere catturato ma custodito onde evitare la fuga dal suo palazzo.
Quale capo la magistratura lucana elesse il Colonnello Gaetano Vairo, antico aiutante generale del Decennio a mezzo del fervido patriota Benedetto Polvanìj ma da amici pavidi venne dissuaso dall'impresa.
La magistratura lucana per tante contrarietà temendo sinistri avvenimenti decise di indire per il 24 giugno un Assemblea generale di carbonari, in Salerno per l'adozione delle misure decisive.
Una nuova imprudenza commessa da alcuni Carbonari locali che fregiati dei colori della setta avevano pubblicamente gridato : Costituzione o morte determinò vari arresti che differirono una volta di più lo scoppio della rivoluzione. Si tennero così due nuove k adunanze nei giorni 21 e 24 giugno ad Avellino, cui presero parte i deputati della carboneria di quasi tutto le provinole in vece di quella che doveva aver luogo il 24 a Salerno.
Quando il 1 luglio senza alcun concerto, per opera del prete Menichini, che aveva sparso la falsa notizia che la rivoluzione era scoppiata in tutto il Principato Ultra, avvennero i fatti di Nola e la insurrezione di Morelli e di Silvati con i loro cento trenta Camilli.
Però non essendo stato dato alcun segno, le popolazioni erano tranquille, cosi che 'I moto sarebbe stato soffocato se il Morelli riflettendo che non gli rimaneva altra via di scampo che correr la campagna o liberare la patria, decise di prendere quest'ultima via.
H 2 luglio l'esercito liberatore entrò in Monteforte ovej trovò aderenti ed ospitalità. Il Pope con il suo intervento non fece ohe aspettare gli eventi pronto a piegarsi secondo i casi o dalla parte del re o della rivoluzione. H De Conciliis, che non apparteneva ad alcuna setta, incerto sul da farsi, fu forzato dagli avvenimenti, egli, realista del '99 ad accettare la carica di capo delle truppe costituzionali, rilasciatagli in Avellino dal Morelli, ' consapevole di non avere tale autorità da conservarla.
Non essendo in grado di scongiurare i fatti compiuti il Colonnello De Conciliis ambiguamente si mise a capo del movimento; cosi egli ebbe fama di creatore della insurrezione e l'abate Meni-chmi e il Morelli rasi in tacere.
Di qui le occulte ovalità col Pepe per dominare la situazione fla dittatore a fatti compiuti.