Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; CARBONERIA ; MASSONERIA ; MOTI 1820 ; SOCIET? SEGRETE
anno <1921>   pagina <162>
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KHNATO SOBIGA
Concludendo: la infelice libertà oostitnzionale delle Due Sicilie fu in Salerno generata; in Nola venne alla luce; in Avellino por-tolla il caso a ricevere i primi alimenti sì die si convertì successi­vamente nel centro di tutte le successive operazioni degl'insorti li­berali.
Per tanto disse bene il Gamboa, se bene apologista del De Con-ciliis, che Salerno fu prima e sola fra le città napoletane a gettare le basi della libertà costituzionale.
Cospirare coi desideri ed opporsi coi fatti alle cospirazioni altrui ceco la parte che il Pepe prese nella rivoluzione di Napoli.
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Questa la cronistoria settaria, della cospirazione militare del 1820, che ci rivela pure a traverso i pregiudizi politici del suo eetesore, il significato del movimento stesso e le cause della sua dissoluzione.
In altri * termini : la borghesia meridionale assecondata dal basso clero dopo le delusioni della Restaurazione, cerca di or­ganizzare il suo malcontento politico contro il prevalente ceto feu­dale, organizzando carbonicamente le masse ne l'intento di operare mediante queste un colpo di mano ehe le potesse assicurare una diretta ingerenza nel governo della cosa pubblica
Non a pena insperatamente, essa riuscì a conseguire il suo scopo, il moto costituzionale venne in breve tempo perdendo il suo origi­nario carattere democratico perchè confiscato dai gros bonnets dell'ex partito murattìst che per le esperienze del Decennio erano tecni­camente più atti a governare : di qui la opposizione dei due elementi che costituiranno ormai la destra e la sinistra costituzionale e ad un tempo il germe della loro distrazione a beneficio della causa legittimista.
Riguardo al popolo : dato il suo carattere prevalentemente agricolo la sua adesione alla Carboneria non si deve intendere come un omaggio fatto ai principi della setta, ma si bene come una lo­gica conseguenza della mancata applicazione delle leggi contro i feudi, che facendo risorgere la vecchia questione del parcellamento delle terre, illuse le masse agricole sulle finalità del moto carbonaro.
Sotto quest'ultimo riguardo per tanto la rivoluzione del '20 fu giù-