Rassegna storica del Risorgimento

1821-1823 ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1921>   pagina <181>
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ro9Ì a Genova, ignari che il generale Giorgio De Geneys, ivi go­vernatore, già aveva nella metropoli ure restaurato la vecchia am­ministrazione e teneva chiuso le porte della città. La tacita conni­venza dei funzionari, ripugnanti allo conseguenze sanguinose di una voluta scrupolosità nell'esecuzione degli ordini, dallo stesso luogo­tenente regio non desiderata, lo spirito generoso delle popolazioni liguri, tenti di salvare i compromessi, la fermezza del generale Guglielmo de Vaudoncourt, che, giunto il 7 aprile a Torino, quando già gli eventi precipitavano, ed avuta dalla Giunta provvisoria il comando supremo delle forze militari, dopo vani sforzi por limitare il panico derivato dalla sconfitta del Begis sotto Novara (3), aveva
di Alessandria serio 3 HI (1919), 349-52, che segui intieramente il Beolchi, dal quale pur dipende il VANNUGOÉ: I mavlM della libertà italiana dal 1794 al 1848, 6* eaVI, 259 ss. Milano, Bortolotti. 6: ., 1877. Vedi ora anche un articolo ed. nella Ttevue dee études historiques 1920.
(3) ti gen. Guglielmo de Vaudoncourt, valoroso soldato della rivoluzione e dell'impero, aveva militato a lungo in Italia sotto Eugenio di Beauliarnais, poi sotto Napoleone, durante i Cento Giorni. P rescritto e condannato a morte dalla seconda restaurazione, erasi salvato a Mons il 26 ottobre 1815, ripa* rondo poi in Svizzera. Trovavasi a Losanna nel 1821, quando seppe dei moti piemontesi e, dopo aver tentato invano di attirare a sé i generali Desaix e Bupas, accorse nelle terre subalpine, troppo tardi per evitare il disastro sofferto da Michele Begis, un bonhomme, sincòrement attaché a sa patrie, qui savait hien iaire Eaire Fexércicó à son regimont, mais qui fitaifc fl* uno inea-paeité qu'on pourrait appeier classique, absolument sana caraotère et hors d'état de prendre par lui móni e une determinatiou decisive Il tenente co­lonnello Guglielmo Ausaldi, il capo del pronunciamento alessandrino e che là rivoluzione aveva creato maggior generale, non aveva pel Vaudoncourt maggior valoier anzi ! Esso ótaàt s'il est possible, d'une inoapacité plus grande encore ófc il y joignait le défaufc de la boisson, en Borte que tous les jouiB apròs le dinor il etait dans un 6tat d'ivresse compiòte. Anche il co­lonnello Cario Emanuele Asinari di S. Marzano, marchese di Caraglio, bril­lante ufficialo nelle parate, mancava, agli occhi del Vaudoncourt, d'ogni ca­pacita pratica. E di Santorre Derossi dì Santarosa, ministro della guerra in quel frangenti: dolorosi, se riconosce i meriti honnòte homme et un patriote loyal, .,, aggiunge puret pio* matheur la forco de caraotère ne corrispon-àait pas la gravite dea eircostances p corno purtroppo i fatti dimosera-rono. Cosi il generale franceso vide al sno arrivo precipitare ogni cosa e fu costretto egli, come gli altri, a cercare salvezza nella fuga verso Oonova>ip-,.àiÌ .jigaardo l'interessante sua narrazione nelle Qmme aimée* un pronerlt III (Paris, Dufoy, MDaCCSEXXV;); 83 segg,, 108 segg.. 112-12, Ì20 segg,). Fu grazie alla sua energia (id. ili, 13G) che a Savona il Santa-rosa venne lasciato in libertà dal comandante della piazza o potò trarsi a