Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1878-1880; <
> 1878-1880; SA
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1988
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Maria Marcella Rizzo
Italia di una classe di amministratori indipendente dal potere politico, competente e capace di gestire le funzioni sempre più complesse che lo Stato è chiamato a svolgere.
lì tema su cui la Rassegna e Salandra sembrano trovare maggiore accordo è quello dei correttivi da apportare al sistema amministrativo a livello centrale e periferico, non solo come condizione sine qua non per la stessa difesa e sviluppo progressivo delle istituzioni parlamentari in un governo libero , ma anche come canale di un consenso che in uno Stato moderno può venire solo dallo sviluppo armonico e integrato tra ordinamento costituzionale e amministrazione, per la stretta attinenza che ha quest'ultima con il corpo sociale.
Dopo il varo della legge comunale e provinciale del 1865, più. volte la riforma amministrativa era stata al centro di disegni di legge governativi come quelli Lanza del marzo 70 e dicembre 71, e Nicotera del dicembre 76; ma anche di iniziative parlamentari come quella Pianciani del gennaio '66, o di accesi dibattiti politici come quello provocato dalle proposte di Stefano Jacini sul decentramento.39)
Nel periodo 1878-1880, a pochi anni di distanza dalla caduta della Destra, altri elementi si aggiungono (secondo il gruppo della Rassegna e lo stesso Salandra) a rendere più urgente la richiesta dì provvedimenti legislativi: vale a dire il malgoverno locale della Sinistra al potere, l' abbassamento politico delle classi colte civili , 4) il dissesto delle finanze comunali e gli arbitri compiuti in tal senso dalle maggioranze al governo nelle ammani strazioni periferiche.
Partendo dalla riconosciuta necessità di dati certi obiettivi, la Rassegna (che mi pare un giornale anche su questo aspetto spesso citato, ma non letto e studiato a fondo) si fa carico di avviare una serie di indagini rigorose e documentate su alcune grosse realtà comunali come Firenze e Napoli, e di affrontare il problema più vasto e generale di una riforma delle finanze comunali. 41>
Da Napoli, come abbiamo già ricordato, scrive per la Rassegna Giustino Fortunato;42 sull'amministrazione di Palazzo S. Giacomo abbiamo cronache
> Cfr. R. ROMANELLI, // problema del potere locale dopo il 1865: Autogoverno-Finanze comunali-Borghesie, va Istituzioni e borghesie locali nell'Italia liberale, a cura di M. BIG/MAN, Milano, 1986, pp. 75-111. Più in generale sul problema dell'ordinamento amministrativo cfr. A. CARACCIOLO, Stato e società civile, Torino, 1960; C. PAVONE, Amministrazione centrale e amministrazione periferica da Rattazzi a Ricasoli {1859-1866), Milano, 1964; E. RAGIONIERI, Politica e amministrazione nella storia dell'Italia unita, Bari, 1967; R, FAUCCI, Finanza, amministrazione e pensiero economico - Il caso della contabilità di Stato da Cavour al fascismo, Torino, 1975; S. CASSESE, L'amministrazione centrale, in AA.VV., Storia detta società italiana dall'unità ad oggi, voi. IX, Torino, 1984.
4> Che poi, secondo quanto avrebbe detto Silvio Spaventa nel 1879, si sarebbe risolto in danno dello stesso sviluppo e dell'educazione delle classi inferiori , in S. SPAVENTA, La politica e l'amministrazione della Destra e l'opera della Sinistra, ora in ID., La giustizia nell'amministrazione, a cura di P. ALATRI, Torino, 1949, pp. 49-50.
41) Cfr. 1 debiti comunali e le finanze comunali, La Rassegna Settimanale, 10 marzo e 24 marzo 1878.
) G, FORTUNATO, Scritti politici, a cura di F. BARBAGALLO, Bari, 1981, pp. 2942,