Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1878-1880; <
> 1878-1880; SA
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1988
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183
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Antonio Salandra e la Rassegna Settimanale 183
e informazioni particolareggiate, ma anche ricostruzioni storiche del più recente passato (dal 1860 al 78), ) e denunce delle responsabilità delle classi dirigenti cittadine, la cui latitanza fa temere e dubitare della riuscita di una auspicata combinazione di uomini di fibra e provvedimenti eroici per un cambio di rotta radicale; 44} e alle corrispondenze si affiancano analisi delle miserie del capoluogo partenopeo affidate alle penne di Renato Fucini e di Jessie White Mario.
Antonio Salandra, quando inizia la collaborazione al giornale fiorentino, ha già affrontato l'argomento in un lungo articolo pubblicato dalla Nuova Antologia il 15 luglio 1878 e intitolato Il riordinamento delle finanze comunali , Nello scritto, Salandra riguardo alle leggi sull'ordinamento amministrativo del 23 ottobre 1859 e 20 marzo 1865, condivide e ripropone il giudizio di chi diceva che esse rispondessero più a un concetto politico , che sopraffaceva l'amministrativo e che fossero motivate soprattutto dal bisogno di imprimere una fisionomia unica a tutta quanta l'amministrazione dello Stato.*) Ma a distanza di tredici anni dalla loro applicazione, è ora necessario e urgente una riforma che deve essere di carattere finanziario e non politico, poiché le disfunzioni dell'amministrazione locale sono di ordine economico. Salandra respinge perciò l'ipotesi di elezione diretta del sindaco e di decentramento, che solo per una strana confusione può essere fatta passare per garanzia di libertà, poiché spesso le libertà locali si risolvono in una oppressione della libertà individuale, la sola che abbia diritto a talune garanzie assolute . *> Il selfgovernment inglese, spesso invocato come modello dai suoi sostenitori in Italia, non era basato, come spiegherà Salandra, sulle assemblee elettive locali, ma consisteva nell'affidare, in larga misura, l'esercizio diretto del potere amministrativo a cittadini di elevata posizione sociale, scelti dal governo, ma non da esso dipendenti gerarchicamente, né considerati come suoi delegati . 47>
Se poi si volesse procedere all'unica forma possibile di decentramento in una società democratica, cioè all'amministrazione affidata agli organismi locali elettivi, ora e per il futuro il professore pugliese paventerà (pensando alla composizione degli enti periferici) una scarsa difesa e garanzia delia libertà individuale perché:
dove sono pubblicate le corrispondenze da Napoli del 21 marzo e 25 agosto 1878 (La città e la plebe; Le classi dirigenti) e del 22 settembre 1879 (La emigrazione delle campagne).
43) Corrispondenza da Napoli, La Rassegna Settimanale, 5 maggio 1878.
44) Corrispondenza da Napoli - Sul discorso delle finanze comunali, La Rassegna Settimanale, 7 luglio 1878.
45) A. SALANDRA, // riordinamento, cit., p. 39. Sull'accentramento, come scelta inevitabile per la classe dirigente post-unitaria per tenere unite le diverse parti della penisola e per saldare la società civile con lo Stato, cfr. S. SPAVENTA, La politica e l'amministrazione della Destra, cit., pp. 39 sgg.
*?) A. SALANDRA, // riordinamento, cit., p. 58.
47) il funzionamento del decentramento inglese Salandra lo aveva appreso da R. GNEIST, Selfgovernment, Communalverfassung und Verwaltungsgerichte in England, Berlin, 18713; cfr. A. SALANDRA, La giustizia amministrativa nel governi liberi, Torino, 1904, p. 20.