Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ROMA 1878-1880; <> 1878-1880; SA
anno <1988>   pagina <185>
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Antonio Salandra e la Rassegna Settimanale 135
agente della civiltà in tutte le sue forme .>
Salandra, non lo dimentichiamo, scrive (e questa sarà una costante in tutta la sua attività politica) tenendo presente soprattutto la realtà meri­dionale, e al Sud ma non solo qui i consigli comunali sono responsabili di sperpero delle finanze comunali, praticamente di spoliazione a suo dire di sostanze attraverso l'aggravio straordinario della sovrimposta fondiaria e del dazio consumo.53)
Principale responsabile degli arbitri perpetrati negli organismi locali è, per Salandra come per la Rassegna, una certa borghesia mezzana, poco abbiente , che, approfittando del potere venutole dalle false tendenze demo­cratiche, aggrava da una parte i proprietari, dall'altra le classi povere, e sgoverna nelle amministrazioni locali.54) Tocca perciò allo Stato, che ha risolto il problema della sua esistenza se non della sua floridezza econo­mica, intervenire per garantire ai cittadini la libertà, l'integrità delle sostanze, l'equa ripartizione dei carichi, la buona animmistrazione , contro i soprusi delle maggioranze, -reali o fittizi, imperanti nei consigli.55)
Il correttivo per una sana ed efficiente amministrazione, al riparo anche dagli effetti negativi del sistema elettivo (che dà forza alle maggioranze ed opprime le minoranze) è la legge, poiché soltanto una legislazione estesa e minuta , può permettere una minore ingerenza dell'amministrazione cen­trale, senza d'altra parte abbandonare i comuni al predominio sfrenato delle maggioranze, alla corruzione elettorale, alla lotta delle classi e degli interessi privati. La molteplicità delle leggi e dei controlli governativi è invocata da Salandra come condizione di libertà , come garanzia contro il dispotismo in genere: sia quello di sovrani , di plebi , che di assemblee elette , *> poiché i vuoti lasciati dalla legge sono immediata­mente occupati dalla prepotenza e tracotanza degli uomini.57)
Fissati i criteri generali e le motivazioni politiche di una possibile riforma, Antonio Salandra entra nello specifico della materia, chiedendo prioritariamente una classificazione dei Comuni che permetta di affrontare una revisione del loro -regime amministrativo e finanziario, rispetto alla uniformità introdotta dalle leggi municipali uniche per grandi e piccole città,
32) A. SALANDRA, // riordinamento, cit., p. 50 sgg.
53) Romanelli mette in rilievo come la critica al sistema amministrativo decentrato parta proprio dal Sud, dove una scelta autonomista (cosi come appariva dalle risposte date nel corso dell'inchiesta per una riforma dell'amministrazione promossa dal ministro Cantelli nel 1869) era spesso considerata una abdicazione del potere liberale dello Stato di fronte al dominio dei potentati locali, in R. ROMANELLI, II problema del potere locale, cit., pp. 88-89.
s) A. SALANDRA, Il riordinamento, cit., p. 95. Uno dei motivi per cui Spaventa respingeva il decentramento era l'insufficienza anche numerica di una classe di proprietari fondiari che si dichiarassero disposti a prendere cura degli interessi locali , in C. GHISAL-BERTI, op. cit, p. 575.
55) A. SALANDRA, II riordinamento, cit., PP. 53-54.
56) Ivi, p. 62.
57) Ivi, P- 91.