Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ROMA 1878-1880; <> 1878-1880; SA
anno <1988>   pagina <189>
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Antonio Salandra e la Rassegna Settimanale 189
Salandra si rende conto di chiedere complicate disposizioni legislative, che possono essere qualificate come espressione di autoritarismo e illi­beralismo, ma da questa probabile accusa si difende sostenendo che lì dove è meno precisa la legge, lì maggiore è l'ingerenza delle autorità governative, perennemente affaccendate a correggere con gli arbitrii loro gli arbitrii delle rappresentanze locali . 74>
In questo che può sembrare ed è un insistente e pressante richiamo alla panacea del provvedimento legislativo, alla tutela della libertà dall'alto, una invocazione alla massima: La libertà è nella legge, Salandra è certamente confortato dagli articola non meno preoccupati che compaiono sulla Rassegna Settimanale sulla desolante realtà locale, sulla dissolu­zione degli elementi migliori della macchina burocratica, sul crescente parlamentarismo con tutto il suo codazzo di clientele e di corruzioni , sulla prevalenza degli interessi personali o di parte su quelli di ordine generale.75) Dove poi il non meno significativo e comune addebito del mal­governo ad una borghesia mezzana (che poco ha e poco lavora ), 16> fatta di commercianti, burocrati, professionisti, dimostra la preoccupazione per uno spostamento di classe nella dirigenza del paese a vantaggio dei ceti cittadini, e per una contemporanea progressiva diminuzione del peso della proprietà terriera e quindi degli interessi meridionali neirdndirizzo governativo.
Ed è su questo terreno, quello cioè del timore della perdita di rappre­sentatività da parte dei tradizionali ceti dirigenti rispetto a nuove figure emergenti che avverrà, a mio giudizio, la conversione di Salandra alla proposta del suffragio universale di Sonnino, nel momento cioè in cui il giovane uomo politico pugliese si convincerà che l'applicazione della riforma elettorale dell"82, che privilegiava l'istruzione rispetto al censo,78) finiva col dare una prevalenza agli elementi cittadini e proletari rispetto a quelli contadini e rurali.79) Un pericolo questo che dalle colonne della Rassegna
74) fri, p. 93.
/5) ja Destra, La Rassegna Settimanale, 28 marzo 1880.
76) cfr. A. SALANDRA, La Perequazione, Sei lettere di un proprietario pugliese al direttore del Piccolo, Napoli, 1883, p. 41.
77) Come chiaramente Salandra dirà anche qualche anno più tardi in Gli interessi della terra e la loro rappresentanza - Conferenza detta il 2 dicembre 1883 all'Unione monar­chica del Mezzogiorno, Napoli, 1884, e nel corso di un discorso alla Camera del 17 giu­gno 1887 in Io., Discorsi parlamentari, voi. 1, Roma, 1969, p. 21 quando parlerà di deca­denza di proprietari terrieri rispetto a capitalisti e burocrati, espressione di due poteri destinati a diventare predominanti nella società e nello Stato.
78) cfr. R. ROMANELLI, Alla ricerca di un corpo elettorale - La riforma del 1882 in Italia e il problema dell'allargamento del suffragio, in AA.W., La trasformazione politica nell'Europa liberate 1870-1890, a cura di P, POMBENI, Bologna, 1986, pp. 176 sgg,
79) u censo fu portato dalle 40 lire iniziali di imposta proposta da Depreti6 a 19.80 lire, una cifra appositamente calcolata per includere tutti i contribuenti della ricchezza mobile iscritti nei ruoli per redditi da lavoro dipendente. Tetto che se da un lato serviva a individuare il mondo del lavoro, per la Destra diventava invece espres­sione della piccola borghesia contadina, vista come l'ultimo baluardo del sentimento stesso della proprietà. Riguardo alla convinzione formulata da Salandra sulla preponderanza