Rassegna storica del Risorgimento

1821-1823 ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1921>   pagina <187>
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gnità e competenze di sottotenenti, pensarono di organizzare eogli tessi elementi un battaglione speciale, vera guardia nazionale scelta, estendendo ai componenti i benefici della legge. Il battaglione però si disfece rapidamente: tuttavia, dietro le sollecitazioni del Vaudoncourt le Cortes votarono, due mesi più tardi, l'assegno di 10 colonnati (= 53 fr.) ad ogni studente (19). Altre preoccupazioni non tardarono. La presenza in pochi centri di numerosa immigrazione, che si ac­crebbe presto di altri fuorusciti, e questi napoletani, usi agli sbara­gli e pronti a menar le mani, apparve inopportuna alla tranquil­lità pubblica. Se tra gli esuli si contavano giovani inesperti, tra­scinati nei tumulti dai più maturi, ma allora depressi e sperduti, idealisti esaltati e tenaci ed elementi anche feristi e capaci a delin­quere non mancavano (20). Le autorità catalane avevano pensato fin dai primi giorni di rimpatriare quanti nell'angoscia dell'esìgilo erano disposti ad affrontare i pericoli del rnnpatrio. Un certo nu­mero di profughi s'imbarcò allora, nella fin di giugno, sul pinco sardo S. Siro, capitano Siro Rebecco, diretto a Genova, ma il con­sole Bresciano non nascose la sorte inesorabile che avrebbe col­pito i malcapitati al loro arrivo in patria e la partenza venne so­spesa (21). Ma allora fu decisa la dispersione degli emigrati, in piccoli gruppi, nelle città e borgate catalane, dove gli elementi ostili all'idea costituzionale erano numerosi e punto sicura appariva l'esistenza dei profughi. Il pericolo fu avvertita tosto dagli inte­ressati e quelli che rimasero a Barcellona e che godevano maggior prestigio, Carlo Beolchi, Giuseppe Pacchiarotti, ilcav Cesare Ceppi di Bairol, già capitano nella brigata di Alessandria, gli avvocati Pietro Gillio e Francesco Allegra, già Federati di S. Salvano come il Beolchi, corsero al riparo, organizzammo una società segreta, alla quale si tennero affigliati i dispersi e che doveva raffermare là fede degli animosi ed il coraggio ai deboli (22).
Purtroppo una terribile epidemia, la febbre gialla, soprav­venne a decimare la popolazione e ad aggravare la triste 'con­dizione dei profughi. Un giovane e valoroso scienziato, bella
(19) DB VAUDONCOURT, III. 191-02. .
(20) Pochi erano rosipiaeenfci. desiderosi di perdono, Consolali ftamonalti Barcellona,, m, i Il Bresciano al La Tour, Barcellona, 4 luglio e 19 set-temine 1821. nnt 83-9 o 152-21;.
<2t) Oomol. nm. Barcellona m. V Barcellona, 4 luglio 1821 (n. 83-9). (22) BEOLCHI, pp, 69-70.