Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ROMA 1878-1880; <> 1878-1880; SA
anno <1988>   pagina <190>
immagine non disponibile

190
Maria Marcella Rizzò
veniva segnalato nel 1880 a chi, come faceva Salandra, difendeva il criterio della capacità: poiché una riforma elettorale basata su tale criterio avrebbe escluso dalia rappresentanza la vera maggioranza delle forze e degli inte­ressi nazionali col predominio esclusivo delle città sulle campagne . *8
Per ora intanto, in questi ultimi anni 70, Salandra e il gruppo della Rassegna, su posizioni diverse sulla questione sociale e sul suffragio elet­torale, 81> conducono una interessante battaglia sferrata anche per combattere la Sinistra sul terreno della questione morale, per l'indipendenza dell'ammi­nistrazione dal potere politico e per la definizione di un organismo con funzione giurisdizionale in materia amministrativa.
È perciò inevitabile che abbia una immediata risonanza, sulle colonne della rivista, un discorso pronunciato da Silvio Spaventa a Bergamo nel maggio 1880 e intitolato: La giustizia neU'Amministrazione .ffl) Il presti­gioso esponente della Destra, già consigliere di Stato, deputato e ministro, partendo dalla necessità della salvaguardia delle istituzioni in patria e richia­mando l'attività legislativa negli Stati dell'Europa centrale (soprattutto in Germania), poneva il problema della difesa dell'amministrazione dall'ingeren­za dei partiti in un regime parlamentare, dove il governo è l'espressione di una maggioranza. La prevalenza di un partito, che dispone temporanea­mente del forte consenso degli elettori e degli eletti, non può esercitarsi come aveva avvertito Salandra a scapito della libertà dei cittadini, poiché
[la] direzione dello Stato, data al partito preponderante, non deve opprimere lo Stato, cioè la giustizia e l'eguaglianza giuridica, che ne è l'anima informativa, la giustizia per tutti e verso tutti* così per la maggioranza come per la minoranza [...] L'amministrazione dev'essere secondo la legge e non secondo l'arbitrio e l'interesse di partito, e la legge deve essere applicata a tutti, con giustizia ed equanimità verso tutti. 83)
E giù a citare, dalle Alpi al Lilibeo, abusi, ingiustizie, parzialità così nelle Opere pie, come nelle amministrazioni comunali e nelle Deputazioni, con il rischio grave, che deve essere avvertito da tutti, di vedere spacciata la libertà. *<>
data dalla legge dell'82 alle plebi cittadine , secondo Romanelli, ad avvalorare tale affer­mazione, mancherebbero ancora dati certi sullo spazio occupato dai gruppi sociali "tipica­mente urbani", nel complesso del nuovo elettorato (Ivi, pp. 202-205).
SO) La riforma elettorale alla Camera, La Rassegna Settimanale, 24 ottobre 1880.
oli D'altronde i pareri sul suffragio universale erano discordi nella stessa direzione del giornale come leggiamo in S. SONNINO, Le nuove proposte di riforma elettorale, La Ras­segna Settimanale, 17 novembre 1878.
ss s. SPAVENTA, La giustizia nell'amministrazione - Discorso pronunciato all'Associa-zione costituzionale di Bergamo il 7 maggio 1880, in In., Discorsi parlamentari, Roma, 1913, pp. 550-579. Il discorso è integralmente pubblicato anche nel volume già citato, curato da P. Alatri.
83) Ivi, p. 552.
84) Questa specie di amministrazione non può andare a lungo ad essere tollerata pazientemente. Guai se avvenisse diversamente! Lo Stato cesserebbe di avere la sua ragione