Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1878-1880; <
> 1878-1880; SA
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1988
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193
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Antonio Salandra e la Rassegna Settimanale 193
gini di prima mano) ani sembrano estremamente degni di attenzione per capire la tematica affrontata da Sidney Sonnino nel suo Torniamo allo Statuto .
Nel novembre 1880 il j'accuse rivolto alla figura del deputato sarà quanto mai impietoso:
Da noi il deputato è non tanto il legislatore, quanto di sollecitatore d'affari dei suoi elettori [...] 11 Deputato non è più lo scrutatore degli interessi generali del paese; è il servo devoto e l'istru mento di dominio e di vendetta delle consorterie locali [..]. E ne abbiamo la riprova nel fatto che i nostri deputati si trovano più spesso nelle aule dei Ministeri che nell'aula del Parlamento e che i funzionari dello Stato non sono assediati da sollecitazioni più importanti degli eletti della Nazione. [...] Lo Stato, invece di essere il tutore degli interessi di tutti, diventa uno stoumento di dominio nelle mani dei più furbi! [...] Le ragioni di tanto male sono specialmente: la soverchia dipendenza del deputato dai singoli elettori; la potenza delle consorterie locali o dei gruppi d'interessi e d'interessati; la debolezza dello Stato.94)
Di fronte a questo ordine di preoccupazioni per i mali che affliggono le istituzioni,95) non può perciò che partire un plauso, dalle colonne della Rassegna, per Silvio Spaventa che con autorevolezza ha posto il gravissimo problema all'attenzione delle classi politiche e dirigenti del paese. Nell'articolo intitolato Il Parlamentarismo e l'Amministrazione , non firmato ma con tutta probabilità scritto da Antonio Salandra,96) vengono largamente
94) Le ingerenze indebite dei deputati e il suffragio universale, La Rassegna Settimanale, 7 novembre 1880. Sulla immoralità, sulla corruzione di una minoranza al potere e sul pericolo che può derivarne per le istituzioni, cfr. anche La crisi ministeriale, La Rassegna Settimanale, 23 novembre 1879.
93) u malessere per l'ingerenza politica nelle amministrazioni statali era molto diffuso; cfr. M. MINGHETTI, I partiti politici e l'ingerenza loro nella giustizia e nell'amministrazione, Bologna, 1881, in ID., Scritti politici, a cura di R. GHERARDI, Roma, 1986, pp. 605-756, dove Minghetti ricorda ohe per avere egli denunciato in un discorso a Napoli dell'8 gennaio 1880 i danni che venivano all'amministrazione dagli assedi dei deputati, erano state presentate alla Camera due mozioni il 25 febbraio 1880 da parte di alcuni onorevoli che ritenevano che fosse stata lesa la dignità del Parlamento. Dì fronte a questo risentimento, convinto di aver sollevato un problema già largamente avvertito, Minghetti elencava gli interventi in questo senso di Francesco De Sanctis nel 1877 su II Diritto, di Rocco De Zerbi su // Piccolo, dello stesso ministro degli Interni ZanardelH nel 1878, per arrivare a dedurne che la lamentela sulla condizione del deputato sempre più interprete degli interessi di campanile, che non di quelli generali della nazione, era diventata una sinfonia a piena orchestra con infinite variazioni (pp. 610-618).
90 // Parlamentarismo e l'Amministrazione, La Rassegna Settimanale, 30 maggio 1880; l'articolo è anonimo, ma sembra scrìtto da Salandra sia per la tematica affrontata, sia per i riferimenti bibliografici, che per l'uso di espressioni che ritornano testualmente in altre sue pubblicazioni. Del discorso di Spaventa, Salandra dirà poi che nessun documento dottrinale e politico ebbe maggiore eco di consenso nell'opinione delle persone più colte e più doratura efficacia sopra lo svolgimento ulteriore della nostra legislazione amministrativa. Non mai infatti in Italia, né prima né dopo dello Spaventa, furono meglio condensate in una serie di formule precise e perspicue le più alte dottrine del diritto pubblico moderno e poste a servigio delle esigenze positive del nostro progresso civile ; in A. SALANDRA,