Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
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Gian Biagio Furiozzi
della marina militare di un Paese che, compiuta l'opera di ri unificazione, aspirava ad entrare nel conjsfflrtp; delle grandi potenze europee.
Furono, dunque, preoccupazioni ed esigenze di ordine militare quelle che mossero il governo a farsi promotore di una operazione destinata a dare il via all'industrializzazione del Paese. Rileva infatti il Compagnone che nel campo siderurgico e della meccanica pesante l'azione pubblica fu mossa da preoccupazioni di carattere prevalentemente strategico e di sicurezza: si trattava di assicurare la capacità al Paese di costruire una flotta da guerra moderna e di non dipendere in ciò da nessuno .6) E il Castronovo, dal canto suo, sostiene che il governo s'era impegnato in un piano [...] rivolto allo sviluppo di una moderna acciaieria che avrebbe dovuto fornire soprattutto corazze e cannoni emancipando quindi la marina militare dagli approvvigionamenti all'estero. Era così sorta, nel 1884, la Società Altifc-rni Fonderie e Acciaierie di Terni , Ì auspice il ministro della Marina, che era l'ammiraglio Benedetto Brin, il quale era convinto che la difesa militare dell'Italia non potesse essere garantita dalle forniture delle industrie straniere. Ciò avrebbe comportato, a suo giudizio, una grave dipendenza verso l'estero in tempo di pace, e una notevole debolezza in tempo di guerra.
Di conforme avviso è uno studioso dell'industria locale, il Mariane-schi, a parere del quale le Acciaierie di Terni sorsero essenzialmente per dare all'Italia, uscita dal Risorgimento, uno stabilimento di grossa forgia, o fucinatura, dell'acciaio necessario per la produzione di corazze e cannoni per la Marina militare . 8>
Si accennava sopra all'impulso che la nascente siderurgia dette all'industrializzazione dell'Italia. Questo assunto è confortato dalla tesi del Romano, secondo cui il tratto distintivo dell'evoluzione industriale italiana fra il 1878 ed il 1887 è la crescita dei settori siderurgico, cantieristico e chimico. Per i primi due l'elemento che intervenne e operò come impulso determinante fu la volontà del governo di procurarsi un'adeguata fornitura di mezzi bellici, soprattutto per la marina militare. Ovviamente tale esigenza era esistita fin dalla fondazione dello Stato unitario, ma preoccupazioni di economicità, del resto giustificabili, avevano indirizzato la domanda verso chi poteva assicurare alta qualità e prezzo ragionevole, cioè all'estero. Ma [...] grazie alle pressioni di Benedetto Brin [...] prevalse la tesi nazionalista che la difesa militare non potesse essere assicurata con il ricorso alle forniture delle industrie straniere, perché da ciò sarebbero derivate una grave deficienza e una sostanziale debolezza nel caso di un conflitto .
Del resto, questa impostazione della politica governativa era coerente con quella seguita a partire dal 1870, che aveva visto aumentare notevolmente, di anno in anno, le spese militari. Il bilancio del ministero
6) V. COMPAGNONE, L'economia Italiana nel primo decennio del secolo, in AA.W., Filippo Turali cinquantanni dopo, Atti del Convegno di studi organizzato dalla Fondazione G. Matteotti, Roma, 6-7 maggio 1982, Napoli, E.S.I., 1983, p. 188.
7) V. CASTRONOVO, L'industria italiana dall'800 ad oggi, Milano, Mondadori, 1980, p.44.
8) E. MARIIANESCHI, La forgia della Società TERNI,- in AA.W., La grande industria a Terni. Terni, Thyrus, 1986, p. 5.