Rassegna storica del Risorgimento
1821-1823 ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
<
1921
>
pagina
<
188
>
too AfMrOBO BKA
figura di patriota piemontese, esule ~fm esso e troppo dimenticato, il dotto Ciarlo Simonda, che tfm* a Barcellone villaggio prossimo alla metropoli catalana, invano aveva dato rallarme alle indolenti autorità. L'avevano chiamato sulla polacca napoletana, La Concezione, proveniente dall'Avana ed ancorata da pochi giorni in quel porto, il 3 agosto, quando g due marinai, colpiti dal morbo, erano stati introdotti, senza precauzioni, nel villaggio e vi si erano spenti in brevi ore. Trattatasi d'un figlio del capitano Jaccarino, comandante della nave, il quale, nonostante le cure del Simonda, morì il 6 agosto. Il Simon da compilò subito una relazione e la trasmise al capo politico di Barcellona, Giovanni Munariz (23). Nessuna immediata precauzione in presa e l'epidemia fece rapidi progressi, decimò la cittadinanza di Barcellona e si diffuse qua e là in tutta la Spagna. T profughi pagarono largamente il tributo àirineuranza e leggerezza governativa. Tra l'agosto e il dicembre (24) perirono un Michel di Nizza (Provenza), già impiegato nello stato maggiore dei Carabinieri, il dottor Urbano Rattazzi di Alessandria (25) e Giovanni Appiani da Torri-cella (Mondovì), membri della Giunta provvisoria di Alessandria (26), Andreani studente, Francesco Colla di Agliè (27) e Giorgio Rossi
(23) Com. naz. Barcellona, loc. cit. Barcellona* settembre ISJ. Trasmette la relazione del Simonda. Questi avvertiva ohe nel lazzaretto di Barcellona il dottor Campmany usava, quali stimolanti contro il male, oppio, vino, china ed etere}, con risultato poco soddisfacente, fors'aneh perchè trattavasj di casi già disperata. Il dottore Rusch , aggiungeva, ohe ottenne cosi felici cure in America, sarebbe ben lontano dall'additare un consimile metodo od il dotto, l'immortale professore Tommasini lo condannerebbe altamente. Anche il BEOLCHI, pag. 71, ricorda i meriti del Simonda.
(? Menco dei morti tra l'agosto ed il 15 dicembre 1821 a Barcellona è contenuto in una lettera del Bresciano del 19 dicembre (n. 240-30). Oonsót. cit.
(25) Fu capo polìtico in Alessandria e cól fratello Alessandro tra i pia notevoli elementi costituzionali della sua città: ebbe condanna a morte con-tamaciale il 19 luglio 1821 (MANNO pag. 18*7)l,Morl a 3 ottobre (OonwZ. noe. Barcellona loc. cit. Barcellona, 6 ottobre 1821 numero 168-23), vittima cieli suo zelo verso gli ammalati, fu pianto e sepolto con onori (BEOLCHI pp. 77-78). Il MANNO loc. cit. lo dice: morto più tarai, nel 1826, a Montpellier, ma la no-tizia delBonamico Ratizzi...... medico ex monbro della sedicente giunta
d Alessandria.* ed una lettera dello znocero (GASPAHOI.0 : 0arte Alessandrine
in Mvuta cit. s. 3* I (1917), 7. n. 6) non permettono dubbi,
(26) MANNO; pag. 144, VANNTJCOI, I, 270.
(27) MANNO, pag. 160.