Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
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1988
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201
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La Turbina e il socialismo a Terni 201
Abbiamo anche ricordato come la nascita della grande industria ma il fenomeno, sia pure in scala ridotta, si era verificato anche all'indomani della nascita della piccola industria avesse convogliato verso Terni un considerevole numero di lavoratori provenienti da altre regioni italiane, specialmente dalla Romagna, dalla Liguria e dalle Marche. Questi lavoratori portavano con sé non soltanto la speranza di trovare a Terni un'occupazione stabile e un salario certo per mantenere le loro famiglie, per raggiungere un tenore di vita migliore di quello miserevole cui erano stati obbligati nelle zone d'origine; essi portavano anche quelle idee nuove che erano, secondo la borghesia locale, pericolose: le idee socialiste.
L'organo conservatore locale si rese subito interprete delle preoccupazioni della classe dirigente. Tale organo era L'avvenire di Terni e dell'Umbria, a parere del quale era colpa della politica, dalla quale si facevano irretire gli operai, se il progresso economico di Terni risultava ostacolato e frenato e se la disoccupazione tendeva a crescere; per questo il giornale non si stancava di rivolgere appelli agli operai perché si disinteressassero della politica e, soprattutto, non dessero ascolto alla propaganda socialista, pena il loro irreparabile danno.
Scriveva infatti il giornale:
Nella città che doveva essere la Manchester d'Italia, si va notando l'esodo della gente lavoratrice. Il ninnerò degli operai diminuisce nella Fabbrica d'Armi, nell'Acciaieria e in tutti gli altri Opifici [...]; ebbene è probabile che il Governo, finanze permettendo, potrebbe più efficacemente alimentare la produttività ternana; è probabile che quanti hanno larghe idee industriali potrebbero gettare i capitali loro a prò di questa meravigliosa Cascata, ma intanto la verità è che l'ambiente di Terni non alletta, non affida, non attrae e l'ostacolo maggiore che si oppone al Governo, ai grandi industriali, è creato specialmente da una parte della classe che appunto maggior vantaggio otterrebbe da una maggiore attività e da un più solido ingranaggio di interessi. E per uscire dal linguaggio ambiguo [...], la politica è lo spauracchio di cui gli stessi operai sono qui la causa e le vittime. Essi, non tutti, bene inteso, ma purtroppo una importante frazione di essi, sperperando le loro forze, barattano la loro serenità di spirito, pregiudicando il loro avvenire e perdono la bussola correndo dietro alle fantasie, ai fuochi fatui che servono mirabilmente alle non sempre legittime ambizioni altrui. Il Governo guarda di sottocchi e, poiché non ha l'energia di iniziare una vera purificazione dell'aria deleteria, finge di niente e si ritrae a poco a poco lasciando in pace gli avversari [...] e permettendo che un certo naturale infiltramento di idee metta perfino a repentaglio le proprie basi. Gli industriali, sebbene siano muniti di coraggio e di quattrini, comprendono di non avere nel Governo un valido appoggio e di avere nella politica spadroneggiarne un elemento dissolvente e si ritraggono anch'essi.17)
Il linguaggio del giornale non desta meraviglia. Esso è un settimanale monarchico-liberale che inizia la sua pubblicazione come portavoce ufficioso dell'Amministrazione comunale del momento. Rivolge la sua attenzione ad argomenti di pubblico interesse, sostenendo i progetti e gli obiettivi del Comune in un periodo particolare della città, quando Terni, perdendo le caratteristiche del paese, assume a poco a poco quelle di una moderna città industriale. Piano regolatore, ospedale, luce elet-
17) L'avvenire di Terni e dell'Umbria, 28 settembre 1890.