Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
anno <1988>   pagina <206>
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Gian Biagio Furiozzi
Il giornale si fa portavoce del gruppo di operai che rappresenta e sin dall'inizio esprime gli umori, i propositi, le inquietitudini del prole­tariato ternano, stanco di oscillare fra l'anarchismo e la democrazia so­ciale; vuole essere 'L'eco del nucleo operaio che agglomeravasi in Terni'. Assume una posizione operaistica ostile perfino a quello che viene chiamato 'l'abuso di fàa? Spassare anche i contadini come operai'. Ma l'esigenza più costruttiva è quella dell'organizzazione unitaria tra gli operai, che li renda autonomi dagli elementti padronali. Conta sull'efficacia della propaganda e partecipa attivamente alla campagna elettorale amministrativa del 1888. Nonostante l'atteggiamento semiclandestino del gruppo fondatore (Non abbiamo la libertà di poterci palesare, poiché la nostra condizione di operai è disgraziatamente troppo sottomessa all'inquisizione preponderante nei locali stabilimenti , anno I, n. 2), il periodico eserciterà una notevole attra­zione fra gli intellettuali radicali e perfino fra gli studenti .
Il periodico si occupa della vita di fabbrica, dei problemi di orario, che provocheranno lo sciopero alle acciaierie, ospita articoli fortemente anticlericali (alcuni titoli significativi: La miseria della lavoratrice è fomen­tata dal prete; La confessione; L'agitazione nera e il peggior progresso). A giudizio del Manelli, peraltro pienamente condividibile, è un periodico molto importante come documento delle prime lotte operaie a Temi, nel tempo in cui le autorità, pronte sempre a vedere in un operaio un socialista o un ammonito, sono tuttavia costrette a trattare in occasione della vertenza fra la Soc. Alti Forni e varie centinaia di operai che per sei giorni seppero resistere all'imposizione di un orario oppressivo e alle eccessive sanzioni per gli eventuali ritardi.38)
Il giornale insiste sulla necessità, per gli operai, di organizzarsi e di lottare uniti. E afferma: Per parte nostra ci duole di una cosa sola. La mancanza di una associazione generale tra gli operai. Se questa esistesse a Terni, centro massimo del partito operaio, i signori padroni andrebbero assai più cauti nell'imporre le loro sevizie [...]. Dunque unitevi, lavoratori di ogni partito, lavoratori di ogni principio per rendere possibile [...] la lotta a oltranza contro il capitale .39) Dopo lo sciopero, la vagheggiata asso­ciazione operaia finalmente si organizzava e in breve tempo raccoglieva ben 2.000 iscritti.40)
Quello stesso anno 1888 vide un primo, grande successo delle forze democratiche ternane, che avevano largo seguito fra gli operai: la vittoria nelle elezioni amministrative del 15 luglio e la sconfitta dei clerico-moderati, che avevano fino ad allora amministrato il comune di Terni, guidati dal conte Paolano Manassei, il corifeo del partito nero a Terni, raccomandato dalle circolari vescovili . 41> Si trattava di una elezione parziale, che vedeva in palio solo sette seggi già occupati in consiglio comunale da consiglieri deceduti o dimissionari; e tuttavia fu ugualmente significativo il suo risul-
37) Ivi, pp, 28-29.
38) Ivi, pp. 29-50 (la sottolineatura è nel testo).
39) // risveglio operaio, 16 agosto 1888.
40) La Valle del Nera, a. I, 1890, n. 4.
4t) Supplemento a // risveglio operaio, 14 luglio 1888.