Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
anno <1988>   pagina <207>
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La Turbina e il socialismo a Temi 207
tato, perché segnava la rivincita delle forze laiche sui clerico-moderati: anche a Terni, come nelle principali città d'Italia, la lotta amministrativa assumeva carattere di lotta nazionale contro la riuscita del clericalismo . **> Fra gli eletti socialisti al consiglio comunale figurava fatto nuovis­simo un operaio, Gaudenzio Catini. A proposito di quelle elezioni, il Della Croce rileva: Era stata una vittoria alla quale i lavoratori avevano fattiva­mente contribuito e il movimento, superando contraddizioni interne, aveva dato dimostrazione di maturità nel proseguire e concretizzare quello che era stato uno dei suoi obiettivi da sempre: la gestione democratica del Comune, la partecipazione dei lavoratori all'amministrazione della cosa pub­blica. Se si pensa inoltre che per l'iniquo sistema elettorale dell'epoca, che privilegiava chiaramente notabili e borghesi, soltanto l'ottava parte dei lavo­ratori ternani era isoritta nelle liste elettorali, risulta ancora più evidente la portata politica di questa vittoria, ottenuta di conseguenza con l'alleanza della classe operaia locale con altri ceti sociali: il ceto medio e la piccola borghesia. Un'alleanza nata dalla comune convergenza sullo stesso obiettivo: moralizzare e rendere uno strumento democratico al servizio dei cittadini il Comune, in mano fin dall'unità nazionale ai nobili proprietari e ai grossi borghesi locali, che lo amministravano nell'esclusiva tutela dei loro inte­ressi . 43>
Di conforme avviso è il Covino, secondo il quale il movimento socia­lista nasce [...] in Umbria come movimento urbano, fortemente minoritario ed isolato, per iniziativa di strati di piccola e media borghesìa di tradizione democratica . **) Solo successivamente, infatti, assumerà una propria fisio­nomia ben distinta, depurandosi di ogni commistione con altre forze gene­ricamente democratiche. Ma, anche per questa sua origine, il movimento socialista ternano non ha affatto quelle caratteristiche che gli attribuisce il Borzomati, il quale giudica i socialisti come dei massimalisti il cui fine era principalmente quello di ottenere consensi elettorali sia pure con l'aiuto della borghesia e dei notabili della città . 45> La tesi del Borzomati si com­prende solo alla luce della pregnante definizione che della sua opera dà il Covino: una difesa dei cattolici moderati . *>
Il 16 dicembre 1888 vede a Terni lo svolgimento di una grande manife­stazione politico-culturale: una conferenza di Antonio Labriola al Politeama Alterocca, su invito della locale Società democratica. Il filosofo cassinese disse, tra l'altro: Non sono venuto a Terni per ispirarmi alla memoria di Cornelio Tacito, sdegnatore del presente e ammiratore della gloria passata, ma per attingere alla vita e al pensiero di questi operai, che sono i prepa-
42) R. MANELLI, Op. CÌÌ.t p. 34.
43) G. F. DELLA CROCE, // movimento operaio a Terni. Il primo operaio in Comune, in Cronache Umbre, 17 maggio 1975, p. 24.
44) R. COVINO, Storia del movimento operaio, storia nazionale e storia locale. Per una ricerca sul movimento operaio e contadino in Umbria, in Annali della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Perugia, n. 13 (nuova serie), Perugia, 1977, p. 109.
45) p. BORZOMATI, Un centro d'Italia in sviluppo industriale, Perugia, 1965, p. 58.
) R. COVINO, op. cit., p. 122.