Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
anno <1988>   pagina <208>
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Gian Biagio Furiozzi
ratori delle glorie future HN Il Labriola ricorda l'Antonelli era venuto a Terni, com'egli stesso affermò, "per discorrere delle idee della democrazia e delle presenti condizioni politiche dell'Italia" . **) Inoltre raccomandò a tutte le gradazioni del partito democratico di Terni l'unione e la concordia, spiccatamente rilevando come la democrazia non debba essere una conven­ticola, ma un grande partito nazionale; procurando la propaganda della cultura nazionale e lo studio paziente delle riforme sociali.49) Parlando della democrazia, il filosofo affermò che essa ha le radici in tutta la storia della moderna Europa ed è come il nocciolo o l'idea della civiltà nuova [...]; essa ha distrutto i feudi e abbattuto le dinastie. Ha costretto le vecchie monarchie a sottostare alla ragione dei Parlamenti o a rifarsi per autorità di plebisciti. Accomuna i grandi di ingegno e i forti di cuore, gli alti e i modesti lavo­ratori nel sentimento della socialità. Mira nel suo faticoso cammino al governo del popolo mediante il popolo stesso, a sostituire nel suddito il cittadino, a negare ogni autorità che non venga da mandato di rappresen­tanza, e sottostia a stretta responsabilità . **>
Le elezioni amministrative del 10 novembre 1899 videro il riacutizzarsi della lotta fra clericali e democratici. Il clima era reso più incandescente dal ricordo degli scontri con la forza pubblica verificatisi il 5 maggio prece­dente in occasione della commemorazione di Mentana, Le forze democra­tiche, comunque, vinsero le elezioni, ma non riuscirono ad amministrare la città. Infatti il nuovo consiglio, insediatosi il 16 novembre 1889, sarà sciolto dal governo Crispi, dopo appena un mese, col pretesto che aveva adottato una delibera per commemorare il martire triestino Guglielmo Oberdan. Crispi, com'è noto, era un accanito sostenitore della Triplice Al­leanza, e non poteva permettere che in una qualsiasi città d'Italia si effet­tuassero manifestazioni che potessero urtare la suscettibilità di Francesco Giuseppe d'Austria.
Intanto la concentrazione operaia si faceva sempre più imponente, in quanto, accanto alla grande industria, sorgevano tante piccole industrie, alcune delle quali assumeranno presto considerevoli dimensioni, come la BOSCO. La popolazione, si diceva, era in aumento, tant'è vero che nell'89 Terni contava 29.360 abitanti. Ma la divisione nell'ambito della classe lavo­ratrice non accennava ad attenuarsi. Si contano, in quel periodo, le seguenti aggregazioni: 6 circoli anarchici denominati Bakounin , 18 Marzo (abitualmente chiamato Circolo socialista; si ispira alla data dell'insurre­zione parigina del 1871 La Comune e ha la bandiera rossa e nera), Urlo Canaglia , Barricate , Associazione Schiavi Bianchi ; 5 circoli repubblicani: Soc. Fratelli Bandiera , Soc. Scienza e Progresso fra stu­denti , Circolo Mazziniano Intransigente fra Marchigiani e Romagnoli , Circolo Democratico Giovanile , Società Democratica ; 3 circoli socia­listi: Circolo Studi Sociali , Circolo Valle del Nera , Circolo Lavoratori
*?) B. ANTONELLI, Labriola a Terni nel 1888. Marx questo conosciuto, in Cronache umbre, 5 aprile 1975.
) Ibidem.
*ì L'unione liberale, 22-23 dicembre 1888.
) B. ANTONELLI, op. clt.