Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
anno <1988>   pagina <216>
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Gian Biagio Furiozzi
4. L'inizio del secolo
L'alba del nuovo secolo trova La Turbina al suo posto di combatti­mento, più battagliera che mai. E sì che gli ostacoli non mancavano, come avremo modo di ricordare, a cominciare dalla scissione verificatasi in seno alla Sezione socialista di Terni. Il giornale si appoggia spesso all'Avanti!, l'organo ufficiale del PSI, che aveva visto la luce il giorno di Natale del 1896. Quel Natale del 1896 scrive U. Intini iniziò una straordinaria avventura storica, politica, giornalistica, ma anche culturale. Perché i più grandi nomi della cultura italiana ed europea comparvero sempre sulle colonne del quoti­diano socialista mescolati alle parole d'ordine della lotta politica e ai temi più popolari e didascalici.77)
La Turbina, in un certo senso, aveva anticipato questa impostazione del quotidiano, sia pure nell'ambito più ristretto di una città di provincia. Terni, si può dire, era stata una sorta di laboratorio politico in questo senso; e ciò si vedrà ancor meglio in occasione della campagna lanciata sulle colonne dell'Avariti! da Enrico Ferri contro i succhioni della Terni, che con la connivenza del ministro della Marina realizzarono appalti illegittimi e forniture scadenti lucrando, e dividendo, somme enormi. Esempi clamorosi di giornalismo moderno [...] che per il coraggio e la assunzione diretta di ogni responsabilità non vengono eguagliati neppure oggi. E che furono rea­lizzati in un sistema a democrazia ancora limitata, con una polizia censoria e brutale, con una magistratura contro la quale YAvanti! non esitò a denun­ciare a titoli di fuoco ossequienza al potere politico e corruzione . 78> E questo vale anche per La Turbina, il cui direttore, al pari di Ferri, fu più d'una volta tratto davanti ai giudici, e condannato, per aver denunciato quanto accadeva alla TERNI ai danni dei lavoratori e delle finanze statali.
L'avvenimento più importante, per Terni, in quella che ormai è passata alla storia come età giolittiana , fu la costituzione della Camera del lavoro, una delle prime d'Italia e, soprattutto, una che nel suo statuto, come vedremo, conteneva princìpi di straordinaria attualità. Esultate! , titola La Turbina il 2 marzo 1901 il suo articolo di fondo che occupa tutta la prima pagina. E scrive:
Domani Terni avrà la sua Camera del lavoro genuina, fatta dai lavoratori per i lavoratori, senza ingombranti patronati e tutele, senza infiltrazioni ed ingerenze illegittime, poggiata sulla base granitica delle organizzazioni operaie.
E domani lavoratori esultate, e la data di domani scolpite in mente per ridirla a' figli vostri, che la ridiranno a' figli loro, e siate superbi, domani, di partecipare all'assemblea solenne, della quale il ricordo sarà un dì la vostra gloria, come è gloria dei vecchi d'oggi il ricordo di quelle battaglie alle quali per un'idea dettero il sangue loro [...]. Colla Camera del lavoro la classe lavoratrice soggetta alle altre interdetta dalle altre classi, si eleva al livello di queste, e con esse tratta da pari a pari, da potenza a potenza [...]. Colla Camera del lavoro la classe lavoratrice getta le basi del diritto operaio; rivendica a se stessa la competenza a discutere e risolvere le questioni del lavoro.
7?) u. INTINI, Prefazione a P. V. SCORTI, Storia dell'Avanti! 1896-1986, Milano, SugarCo, 1986, p. 13.
7 Ivi, pp. 1243.