Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
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1988
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La Turbina e il socialismo a Terni 221
sacrificio d'oggi vincendo sarete ricompensate.92) Contemporaneamente, il giornale faceva appello a tutti gli operai perché mostrassero tangibilmente la loro solidarietà alle scioperanti: Esse meritano l'aiuto vostro e voi non lo rifiuterete a queste povere martiri dell'odierno sistema sociale.93)
Per tutta la durata dello sciopero, La Turbina non mancò di informare puntualmente i lettori dell'andamento del medesimo, delle trattative e degli interventi. Così, il 28 giugno segnalava gli interventi degli onorevoli Cabrini, Rondani, Pantano, nel corso delle assemblee delle scioperanti, fra le quali si fece luce un'operaia, Sara Tabarrini, capolega all'interno dello Iutificio, licenziata per rappresaglia dal Centellini perché ritenuta responsabile dell'agitazione. La stessa Tabarrini scongiurò le sue compagne di rinunciare a qualsiasi forma di solidarietà nei suoi confronti; nel corso di un'assemblea dichiarò che non voleva vedere le sue compagne combattere per la sua persona e che pur rinunciando per sempre a rientrare nello stabilimento, sarebbe rimasta fra loro per organizzarle in vista delle lotte future . 9*>
Questa nobile figura di operaia e di combattente per l'affermazione dei diritti del proletariato fu ben presto dimenticata dai suoi concittadini; e solo quarant'anni dopo il ritorno della democrazia, le fu dedicata una via, mentre da oltre mezzo secolo c'era un viale dedicato al comm. Centurinil
Come ricordava La Turbina, il comm. 'Centurini si mostrò irremovibile, non solo rifiutando di trattare sia con l'organizzazione sindacale che con l'autorità governativa, ma giungendo financo a minacciare di chiudere lo stabilimento e di licenziare tutti i dipendenti; a chi avesse ripreso il lavoro, invece, il munìfico industriale prometteva un aumento dì paga. Tuttavia, il suo tentativo di spezzare, con questo mezzo, la compattezza e la forza di resistenza degli scioperanti, non riuscì e Centurini dovette piegarsi ad accogliere la mediazione della Camera del lavoro.
Giustamente La Turbina salutò la fine dello sciopero come una vittoria dell'organizzazione operaia, anche se, forse, era eccessivo il titolo dell'articolo con cui annunciava la vittoria: Verso il Socialismo. Comunque, l'impostazione dell'articolo era corretta:
Lo sciopero è cessato. Come? Lo dice la cronaca; le operaie e gli operai tornano al lavoro per condizioni migliori di quelle cui erano soggetti prima d'uscirne. La loro resistenza solidale, tenace, compatta, d'un mese, ha dimostrato che non il solo capitale ha una forza, ma anche il lavoro. Questa dimostrazione, senz'altra lotta, forse, sarà la miglior arma per ottenere man mano che se ne presenterà il caso, nuovi miglioramenti. Finché chiesero umilmente nulla ottennero. Così man mano davanti alla potenza del capitale, sorge, per fronteggiarla, la potenza del lavoro che conquista giorno per giorno pane per i muscoli e libertà per l'intelletto, per la vita. Così man mano la classe lavoratrice si sottrae alla servitù economica, morale e politica, e conquista coll'intero prodotto dell'opera sua, il lavoro libero, la indipendenza. Così man mano la proprietà privata capitalistica perde la rendita, colla rendita la ragion d'essere; e, libera unione armonica di attività
92) Ibidem.
93) ibidem.
94) G. GIARDINIERI, op. cìt., p. 76.