Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
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1988
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Gian Biagio Furiozzi
Le prime avvisaglie dei futuri contrasti si hanno già nell'aprile del 1901. Arturo Labriola, che tìen fermo alla pregiudiziale repubblicana, e che già nel congresso del 1900 aveva provocato la condanna nel partito del deputato socialista Enrico De Marinis che si era recato ai funerali di Umberto I, accusa di opportunismo il Gruppo parlamentare, che ha votato a favore del governo, senza che alcuna pressante esigenza di natura tattica lo avesse imposto [...]. Nelle critiche di Labriola, Bissolati rileva soltanto l'esigenza della pregiudiziale repubblicana, ma nondimeno riconosce che l'argomento è di grande interesse e propone che si apra su di esso un dibattito. La polemica che segue dimostra però che non è in discussione la pregiudiziale istituzionale, ma l'orientamento politico del partito, e che è ormai in atto il processo di formazione di correnti in contrasto profondo tra loro, ni)
Ma quegli che Anna Kuliscioff chiamava il buon Leonida mostra di non accorgersene. Tenacemente, quasi ossessivamente, rifiuta di ammettere che nel Partito si siano formate delle correnti e il dibattito su ministe-rialisti e antiministerialisti gli appare come una normale discussione in famiglia destinata a metter capo ad un pacifico chiarimento. E ciò, nonostante i più che chiari e preoccupanti segnali, come l'uscita del gruppo di Turati dalla Federazione di Milano e la costituzione di un gruppo socialista autonomo. Enrico Ferri sembra confortarlo in questa sua posizione. Non si accorge che il focoso deputato mantovano interviene nei dibattiti e nelle polemiche non già per recare un contributo alla tesi della inesistenza delle correnti, ma per riaffermare la sua leadership della sinistra del Partito, tant'è vero che, dopo una breve difesa dell'operato del Gruppo parlamentare, attaccherà Filippo Turati, un attacco destinato ad avere grande risonanza, a ridare smalto alla figura di Ferri, al quale quel che [...] premeva realmente era solo di guadagnare popolarità e influenza . 112> Turati; naturalmente, reagì e Ferri potè così presentarsi, all'interno del Partito, come il suo effettivo, diretto antagonista. Ma l'estremismo di Ferri, che pure notevole presa aveva avuto, specie nel Mezzogiorno, dopo la sua famosa espulsione dall'aula di Montecitorio e l'altrettanto famoso rientro attraverso il vetro spezzato per lanciare ai deputati l'accusa di camorristi, era, rileva il Valiani, soltanto verbale: Ferri [...] era estremista solo a parole, non amando altri rischi che quelli cartacei o verbali .m)
Se il dibattito fra le correnti interne al PSI (è ormai d'uopo usare questo termine, che, da questo momento in poi diventerà usuale nel lessico socialista) si svolgeva prevalentemente fra Roma, Milano e Napoli, nondimeno la sua eco raggiungeva la provincia, dove destava non poche né ingiustificate preoccupazioni. A Terni, come avremo modo di constatare, Enrico Ferri godeva di grande stima ed ammirazione. La Turbina, quando parlava di lui, non lesinava i superlativi. Ma, intanto, si faceva interprete del disagio dei socialisti ternani conseguente alle polemiche che avevano
M) G. ARPE, Storia dell'Avariti!, Roma, Mondo Operaio - Edizioni Avanti!, 1977, p. 33.
112) L. VALIANI, L'Italia dal 1876 al 1915. La lotta sodate e l'avvento della democrazia, in AA.W., Storia d'Italia, coordinata da N. Valeri, voi. IV: Da Cavour alla fine delia prima guerra mondiale, Torino, UTET, 1965, p. 593.
i3> Ivi, p. 605.