Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
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1988
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pagina
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228
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228 Gian Biagio Furiozzi
anzi giudicano che il Ministero attuale non rappresenta un indirizzo sinceramente liberale poiché permangono ancora quasi tutte le cause e molti effetti della politica convulsiva del '98, e si persiste impunemente nelle violazioni frequenti delle stesse leggi esistenti .120) Comunque, anche qualora si volesse considerare liberale l'indirizzo di un qualunque ministero borghese in qualunque forma di governo, tale indirizzo non rappresenterebbe altro che una minore intensità di resistenza delle classi privilegiate, ed il partito socialista non potrebbe senza snaturarsi dare il suo appoggio all'indirizzo, cioè a tutto il complesso dell'azione e dell'attitudine di un governo borghese , m)
Fatta questa affermazione di principio, la Sezione si attesta sulla più realistica posizione del caso per caso. Il documento conclusivo del dibattito afferma infatti: Giova per altro al proletariato socialista valersi delle poche libertà conquistate per prepararsi a conquiste più vantaggiose, più dirette e più sostanziali, e perciò la tattica migliore consiste nell'approvare o disapprovare, caso per caso, l'opera del governo, secondoché torni utile o dannoso agli interessi e diritti del proletariato . 172>
C'è, in questa posizione, il timore di una nuova ondata rivoluzionaria. Il ricordo di Crispi, di Rudinì, di Pelloux, dei fatti sanguinosi del '98, è ancora fresco, e non sfuggiva ai socialisti ternani che grande borghesia industriale ed agraria, aristocrazia, circoli di Corte aventi come referente la regina madre, non avessero dismesso la speranza di un ritorno alla politica gestita dalle truppe di Bava Beccaris o di Morra di Lavriano. La borghesia e la nobiltà locali, la dirigenza della TERNI, i vari Centurini, ecc., rappresentavano, agli occhi dei socialisti ternani, in piccolo, quello che era il pensiero, neanche troppo recondito, che era proprio delle stesse forze in campo nazionale, anche se il nuovo re aveva dato, nel momento stesso della sua ascesa al trono, e segnatamente nel suo primo discorso della Corona, segnali non equivoci di volersi distanziare dalla politica di suo padre.
Per questo la Sezione sosteneva che l'appoggio sistematico spezzerebbe i nervi alla combattività del proletariato; condurrebbe necessariamente in caso di caduta del ministero ad una indicazione parlamentare verso la reazione, v Il che sembra contraddire, almeno per quanto riguarda una città di provincia come Terni, l'affermazione di F. Livorsi, secondo cui, dopo l'assassinio del re da parte di Bresci, emerse [...] un curioso fenomeno che nel PSI si sarebbe poi manifestato spesso, e forse sempre: la sottovalutazione dei pericoli di reazione, ancora presenti, da parte di una frazione di sinistra, e la sopravalutazione di questi pericoli, anche per e negli anni a venire, da parte di un'altra . m> Anzi, i socialisti ternani, per bocca della Turbina, avevano, molto razionalmente e pragmaticamente, a nostro avviso,
120) la Turbina, 14 settembre 1901.
12 Ibidem.
12?) Ibidem.
123) Ibidem.
129 L. LIVORSI, Turati. Cinquant'anni di socialismo in Italia, Milano, Rizzoli, 1984, p. 131.