Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
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1988
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La Turbina e il socialismo a Terni 231
per ottenere un trattamento di favore agli esami universitari e trovare collocazione ai propri parti socialisti), 132> non era uno di loro e che, a parte la fraseologia barricadiera, rimaneva pur sempre un borghese, pronto a intrupparsi, come effettivamente fece, in un governo borghese non appena l'occasione gli si fosse presentata. Per questo il sindacalismo rivoluzionario, prodotto ideologico di intellettuali irrequieti [...] non riesce mai a radicarsi profondamente nel movimento operaio . ,33>
Sfugge ai sindacalisti rivoluzionari il fatto importante che la società non è qualcosa di immobile, di cristallizzato; al contrario, essa è in perenne movimento e trasformazione. È quanto fu messo in rilievo da Antonio Graziadei, il quale scriveva:
Il sindacalismo rivoluzionario considera la società come divisa schematicamente in due sole classi: la classe cosiddetta degli sfruttati, e la classe cosiddetta degli sfruttatori. Ma questa concezione semplicistica è in aperto contrasto colla realtà sempre più complessa della società contemporanea. Le classi sociali sono molte, ed a parecchie di esse non si può applicare quando anche Tosse scientificamente esatta né la designazione di sfruttatrici né la designazione di sfruttate. Così i piccoli proprietari che lavorano la terra colle proprie braccia e che quindi non sfruttano alcuno, sommano, a milioni in numerosissimi paesi [...]. Una concezione così erronea sulla composizione della società induce la classe operaia a considerare sempre tutte le altre classi come proprie nemiche, e rende perciò impossibili molte conquiste che gli operai da soli hanno ancora la forza di ottenere, ma che potrebbero benissimo raggiungere col concorso altrui . )
Come che sia, a Terni i socialisti si mantengono, almeno per il momento, uniti e coerenti con le deliberazioni che abbiamo riportato nelle pagine precedenti. Se ne ebbe una prova in occasione delle elezioni amministrative del 1902, che segnarono un trionfo per le forze popolari. Un trionfo preparato, preordinato, da una politica di alleanze con le altre forze democratiche e riformatrici. L'articolo di fondo della Turbina commenta:
I gruppetti personali, le piccole clientele, i programmi pieni di frasi, ma vuoti di contenuto positivo e finalmente la massoneria, quest'incubo, che tutti sentivano senza avere il coraggio di liberarsene, hanno fatto il loro tempo [...]. La cittadinanza ternana ha voluto farla finita e speriamo per sempre cogli anticlericali per ridere; cogli arlecchini dei partiti, coi fautori di speculazioni illecite e ledenti gli interessi del Comune e dei cittadini. Non più compromessi fra abili mestatori, non più transazioni tra interessi privati, non più influenze settarie nell'amministrazione Comunale; ma consenso spontaneo, accordo sincero di vari partiti e di molti onesti in una specie di cooperativa per il miglioramento progressivo di Temi. Il paese colle elezioni di domenica ha solennemente affermato i suoi modesti desiderati. E diciamo modesti non a caso, perché non si tratta di trasformare Terni in un
m) G. ARFÈ, Storia del socialismo italiano (18924926), Torino, Einaudi, 1977, p. 111.
133) /w, p. 120.
134) A. GRAZIADEI, Socialismo e sindacalismo, in P. FAVILLI, Riformismo e sindacalismo. Una teoria economica del movimento operaio: tra Turati e Graziadei, Milano, F. Angeli, 1984, pp. 169-170.