Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
anno <1988>   pagina <232>
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Gian Biagio Furìozzi
quartiere ri Parigi, ma solo di darle quell'impronta di modernità indispensabile ad una città industriale che ha il suo avvenire .,3S)
Fin qui si potrebbe quasi dire che Farini suo è indubbiamente lo stile rimanga nell'ambito della sia pur contenuta soddisfazione. Ma, avviandosi alla conclusione, svela il significato politico degli accordi che hanno portato alla vittoria sulle vecchie consorterie liberali-costituzionali-massoniche; un significato che non è altro che l'attuazione pratica di quella politica del caso per caso che l'anno precedente era stata teorizzata sia in campo nazionale che locale.
Il paese scrive col suo voto pressoché unanime ha affermato altresì il suo deliberato proposito di sostenere col suo favore anche a costo di sacrifici quei volenterosi, che la forza delle cose ha riuniti attorno ad un piano organico di riforme civili [...]. In questa circostanza il partito Socialista ha fatto splendidamente il suo dovere di propulsore del progresso, qui dove la borghesia non ha saputo adempiere alla sua funzione storica. E quando dalla opposta parte politica un gruppo di illuminati staccandosi violentemente dalla folla dei miopi ci stese la mano, noi non abbiamo esitato a stringerla lealmente nell'interesse di Terni. Con ciò non abbiamo inteso rinunciare alla nostra azione di partito essenzialmente rivoluzionario. Ma le lotte del Partito Socialista non possono svolgersi che in condizioni, sia pure elementari, di vita civile [...]. Può darsi che quello che per noi è il mezzo, per altri sia il fine, ma non v'ha dubbio che per noi è una necessità. Questo è il concetto nel quale ci troviamo d'accordo e questo l'ambito nel quale dovrà svolgersi l'azione comune e concorde . t36)
Qualche mese prima, La Turbina aveva preso decisamente posizione contro lo sciopero generale, che era, com'è noto, la bandiera dei sindacalisti rivoluzionari, le cui posizioni sono definite seccamente come salti nel buio, come s'intitola l'articolo di fondo del giornale. Il quale prendeva spunto da un'assemblea tenutasi alla Camera del lavoro, piuttosto affollata, nel corso della quale si era manifestata la solidarietà dei lavoratori ternani ai ferrovieri che il governo aveva militarizzato: a conclusione del dibattito si era stabilito che, ove il governo non avesse revocato il provvedimento contestato, i lavoratori ternani non avrebbero fatto mancare ai ferrovieri la loro solidarietà, a costo di scendere in sciopero anch'essi.
Sciopero generale! commenta La Turbina una bazzecola! Sono due parole e si fa presto invero a pronunciarle che non a metterle in esecuzione ma in certi stadi acuti di crisi della psicologia popolare si può anche far più presto a metterle in esecuzione che non a pronunciarle. Sciopero generale! La borghesia capitalista si vanta d'essere nella società attuale il cervello ammessa e non concessa l'esattezza della simili­tudine non basta il cervello per far funzionare un organismo vivente; bisogna che le materie di cui si alimenta siano ingerite, digerite, assimilate, trasformate in sangue, perché il cuore agisca da forza motrice, e sia in grado di mettere in attività anche i centri nervosi. E queste funzioni, tutte, spettano nella società ai lavoratori; e quando questi si rifiutino
135) La Turbina, 5 luglio 1902.
136) ibidem.