Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
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1988
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Gian Biagio Furiozzi
lavoro erano state dirette dai riformisti, i quali gestivano anche la cooperativa di consumo "La Previdente" e controllavano il giornale socialista locale La Turbina, La Camera del lavoro organizzava solo i pochi operai qualificati, divisi per mestiere. Nel Partito, invece, erano forti i contrasti tra le tendenze, con il susseguirsi di scissioni e di riunificazioni .164)
Comunque, avvicinandosi il congresso, La Turbina ribadì l'adesione alle posizioni di Ferri. Non sembri, questo, in contraddizione con quanto abbiamo scritto a proposito della maggioranza riformista della sezione e della direzione del giornale. Il fatto è che nel 1902 la direzione del giornale stesso non era ancora nelle mani di Farini, bensì in quelle di Paoloni, in questo momento ferriano , poi integralista e infine interventista. E fu Paoloni a sottolineare che le altre tendenze, o, se si preferisce, correnti, non avevano seguito fra i socialisti ternani, pubblicando in prima pagina un articolo di Enrico Ferri e, per far vedere quanta larghezza di idee e quanto spirito democratico lo animassero, anche un articolo di Rinaldo Rigola e promise che, sempre in vista del Congresso, avrebbe ospitato altri articoli di esponenti riformisti e integralisti.
Ma Paoloni s'illudeva se pensava di poter tenere il partito a Terni saldamente unito attorno alle posizioni di Ferri, senza che ne derivasse alcun contrasto, anche perché i riformisti andavano gradatamente aumentando e diventeranno ben presto maggioranza. Il Congresso di Imola, come ricordavamo, aveva segnato la netta vittoria della corrente riformista, la quale credette che da quel momento in poi il partito sarebbe stato unito e governabile. Ma il dibattito congressuale era stato troppo acceso per non lasciare tracce. In realtà rileva il Pedone l'esistenza di due tendenze professanti opinioni tanto diverse sull'indirizzo politico, non poteva non portare il partito ad un periodo di crisi acuta. Mentre i riformisti accusavano i rivoluzionari di rendere loro impossibile l'attuazione della linea politica uscita vittoriosa dal VII Congresso, i rivoluzionari temevano sempre più un addomesticamento del partito attraverso la collaborazione governativa ed un conseguente abbandono della concezione classista . 165> La crisi che travagliava il partito a livello nazionale non poteva, ovviamente, non avere le sue negative ripercussioni anche in periferia, ripercussioni che caratterizzeranno il periodo che intercorre tra il Congresso di Imola e quello di Bologna del 1904.
I sindacalisti rivoluzionari si erano organizzati ed avevano ottenuto anche qualche successo, soprattutto per opera dì Labriola, poiché evidentemente le idee che egli elaborava e diffondeva venivano incontro ad esigenze vivamente sentite in larghi settori del movimento operaio . 166> È probabile che in alcuni settori di quest'ultimo le teorie di Arturo Labriola avessero fatto presa e che egli riuscisse ad esprimere autentiche esigenze dei lavoratori italiani. Ma altrettanto probabile è che Labriola e i suoi amici cercas
si) M. DEGL'INNOCENTI, L'età del riformismo {1900-1911), in Storia del socialismo italiano, diretta da G. SABBATUCCI, voi. II: L'età giolittiana, Roma, Il Poligono, 1980, p. 127.
WS) p. PEDONE, op. alt., p. 226.
166) G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna, voi. VII: 1896-1914. La crisi di fine secolo e l'età giolittiana, IV ed., Milano, Feltrinelli, 1976, p. 176.