Rassegna storica del Risorgimento

MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
anno <1988>   pagina <241>
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La Turbina e il socialismo a Terni 241
sero anche, se non principalmente, più che uno spazio all'interno del partito, di conquistarsi delle posizioni di forza, come avverrà quando, assunta la dire­zione dell'Avariti/ da Enrico Ferri, questi riempì la redazione del quotidiano proprio di sindacalisti rivoluzionari, stante la momentanea intesa che fra questi ultimi e il Ferri si era stabilita.
Secondo la Manteco, proprio a Imola si ha il primo segno dell'esi­stenza di una corrente sindacalista. Con esso l'indirizzo rivoluzionario entra decisamente nella politica attiva, anche se prima non ne era rimasto estra­neo; ma da questo momento la corrente dà battaglia, mira, per mantenersi uno spazio in seno al partito socialista, ad acquisire una certa forza, inizia quindi tutta una ricerca di posizioni di potere che possano garantirle una effettiva incidenza.167)
Ma in provincia le teorie dei sindacalisti rivoluzionari creavano anche una notevole confusione, sia per come erano state espresse dai leaders della corrente, sia per come venivano recepite e interpretate. Se Labriola alTVIII Congresso potrà definire il riformismo non un modo di concepire il socia­lismo ma la sua più violenta negazione , 168> a Orvieto il De Robertis inter­pretava così il pensiero del sindacalista napoletano: La presa di possesso e di trasformazione dello Stato non deve più essere intesa ed effettuabile come opera di un partito vittorioso che instaura la dittatura proletaria, ma deve essere intesa ed effettuata come risultante vittoriosa dell'azione propria, diretta della classe proletaria organizzata, mediante l'organo di battaglia e di conquista che le è proprio: il sindacato, l'associazione operaia . 169>
Anche nel Ternano, dunque, le teorie sindacaliste trovarono ascolto, pur senza mai riuscire ad attrarre a sé la maggioranza dei lavoratori. Ricorda un testimone di quegli anni: In Umbria il successo dei sindacalisti rivolu­zionari fu di modesta entità e, salvo rare eccezioni, di breve durata. La loro azione ebbe come centro principale Terni, ove esisteva una forte concen­trazione operaia, e Perugia ove il partito era dominato da elementi intellet­tuali con residua mentalità piccolo borghese e anarcoide. Nelle altre città ebbe un seguito insignificante. Esponente massimo del sindacalismo rivolu­zionario ternano fu il farmacista Alessandro Romagnoli, il quale riuscì ad organizzare un gruppo attivo e abbastanza forte profondamente convinto delle sue idee, e ne esaltava la giustezza con entusiasmo fanatico . 17) Sul pe­riodico regionale // Socialista, Romagnoli scrisse: Il sindacalismo è la più potente arma che può brandire il proletariato, poiché è dimostrato che solo con la forza di questo può riuscire a redimere radicalmente la massa lavo­ratrice [...] il faro luminoso degli operai coscienti sarà l'azione diretta inte-grantesi nel sindacalismo . 171>
I67j D. MAROCCO, Arturo Labriola e il sindacalismo rivoluzionario in Italia, Torino, Fondazione L. Einaudi, 1970, p. 146.
J68) F. PEDONE, op. di., p. 248.
m L'Unione Popolare, 15 agosto 1905.
170) F. ALUNNI PIER UCCI, // socialismo in Umbria (dalle origini all'avvento del fasci­smo), 2* ed., Città di Castello. 1985, p. 119.
I7D // Socialista, 1 giugno 1905.