Rassegna storica del Risorgimento
MOVIMENTO OPERAIO TERNI 1890-1905; PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
anno
<
1988
>
pagina
<
243
>
La Turbina e il socialismo a Temi
243
importanza per ì parliti locali e che a qualcuno farà paura. Si comprende da ciò quanta forza morale e civile educatrice possa e debba sprigionare dal Partito Socialista e quanto sia legittima ogni più azzardata e fantastica aspettazione. Da tre anni il Partito a Terni si andò disfacendo in lotte intestine, che gli tolsero ogni possibilità di azione e di continuare l'antica propaganda di idee. Quella forzata inerzia in cui ogni iniziativa si disfaceva, rese possibile invece a tutti i partiti avversi di assorgere ed essere. E venne la volta delle elezioni amministrative e riuscì vincitore il Partito repubblicano. Tutto questo perché il giovane leone si era spezzato le gambe in un'ora di inconscia frenesia. Dov'era più il socialismo, che due o tre anni prima aveva scosso e avvinto in una speranza e in una fede sola quasi tutto il proletariato? Ah! gli cantavano bene il de profundis tutti: i preti di tutte le gradazioni polìtiche, che passavano da un superstite all'altro del socialismo per constatare giornalmente la sua agonia e per renderla colla insinuazione più rabbiosa e più torbida. Il socialismo a Terni? [...] ah, ricordo di un tempo che fu, dicevano gli avversari felici e soddisfatti di avere operato le ultime divisioni, di avere spezzato le ultime file, le ultime anella, distrutte le ultime volontà dei superstiti. Cosicché quando quindici giorni fa si ebbero i primi sintomi di resurrezione del Partito, l'incredulità fu generale. Ma è possibile! si disse, si esclamò da ogni parte. Eppure qualcuno alla notizia tremò, si contorse: qualcuno senti nel fondo del cuore la notizia come una stilettata: qualcuno vide in quella inattesa resurrezione il proprio tramonto. Non era possibile che il morto potesse uscire dal sepolcro nuovo Lazzaro ... ma se fosse stato vero? ... bisognava farlo morire un'altra volta prima che ardisse risollevarsi. Così fu che venne l'espulsione dei socialisti dalla Camera del Lavoro; così fu che in un baleno il Partito ritrovò i suoi antichi gregari e si presentò compatto all'appello. Giù il cappello, Signori! È l'esercito dell'avvenire che passa: ieri disperso, distrutto, sorto a un tratto dai solchi, dalle officine, dalle vie, dalle case, irrigimentato come nei tempi passati. Egli ha saputo lavarsi, mondarsi dalle sue colpe; ha saputo richiamare in sé tutti i fremiti antichi; tutte le rinnovate spemi, tutti gli slanci, tutti gli entusiasmi, che sono il sangue e l'arterie della vita nuova. Già da ogni parte giungono domande d'iscrizione. I cento di quindici giorni fa sono già i duecento di oggi; saranno i cinquecento di domani. Noi abbiamo ripreso in mano la forza, l'energia, la vita; abbiamo riconquistata l'arena. A noi la vita, la strada, il tugurio, l'officina, il campo, la chiesa. Tutto sarà nostro. Qui il seme, qui il solco, qui la spiga, qui il diritto. Viva il Socialismo.175)
Abbiamo riportato quasi integralmente l'orgoglioso articolo di Farmi, che celebrava la ricostituzione del Partito a Terni. Da questo momento la sopra ricordata espulsione di Romagnoli seguirà poche settimane dopo socialisti riformisti e sindacalisti rivoluzionari procederanno ognuno per proprio conto. Il Partito si avvierà a diventare la prima forza politica ternana, per culminare, nel 1920, con la conquista della maggioranza assoluta del consiglio comunale, e l'elezione di Tito Oro Nobili a Sindaco della città.
E l'articolo ora riportato vale a smentire l'affermazione, fatta dal giornale di Arturo Labriola, secondo cui La Turbina poteva essere inscritta nell'elenco dei giornali sostenitori della neonata corrente sindacalista rivoluzionaria. m
GIAN BIAGIO FURIOZZI
175) la Turbina, 28 novembre 1905.
*W> Cfr. Avanguardia socialista, 4 gennaio 1903.